Correggio accoglie “A chiare lettere”, omaggio a Franco Bonetti

L'alfabeto misterioso dell'artista si può ammirare fino al 29 maggio al Museo di corso Cavour

CORREGGIO. Si può ammirare fino al 29 maggio, al Museo Il Correggio, la personale antologica di Franco Bonetti “A chiare lettere”. L’esposizione, promossa dal Comune di Correggio, è realizzata in collaborazione con la Fondazione Bonetti e ha la scopo di rendere omaggio al grande maestro che proprio a Reggio Emilia ha vissuto parte della sua breve vita. La mostra presenta una quarantina di opere di Franco Bonetti, di varie dimensioni, e alcune installazioni, che sviluppano la ricerca condotta dall’artista negli ultimi anni, caratterizzata da un gesto rapido, essenziale, che dà vita a forme e a segni misteriosi, allusivi a un alfabeto altrettanto ignoto, e dall’armonia dei colori, spesso colti nei loro lampi e nel loro aspetto di mutazione tonale, quando finiscono per virare fino ad assumere le sembianze di un altro colore. A queste si aggiungono olio e tele del primo periodo.

Il titolo della mostra “A chiare lettere” riassume emblematicamente la sostanza espressiva di queste opere, che sviluppano la ricerca dell’artista, volta a esplorare personaggi del passato e autori di opere letterarie e musicali che costituiscono delle pietre miliari della cultura moderna, in una costante fusione di aderenza alle vicende della storia e dei testi e di immaginazione fantastica. Nelle opere di Bonetti non solo si incontrano passato e presente, ma pure storia individuale, vicende collettive e memoria personale, così da fare emergere l’attenzione e il dialogo con l’altro da sé.

Franco Bonetti è nato a Firenze nel 1958 e ha vissuto tra Reggio Emilia dove ha frequentato l’Istituto d’Arte sotto la guida di Vittorio Cavicchioni, Ibiza e la Costa Azzurra dove ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita.

La sua formazione artistica è fortemente segnata dall’esperienza teatrale che, a partire dal 1979, lo porta a collaborare al Valli con scenografi e registi di primissimo piano, da Pier Luigi Pizzi a Luca Ronconi. Negli anni ha alternato all’attività di pittore quella di costumista e scenografo. La sua attività di pittore è ormai consolidata da decine di mostre collettive e personali che lo hanno visto protagonista sia in Italia che all’estero. Le sue opere si ispirano ai grandi classici della letteratura, spaziando dalle opere greche e latine ai poemi cavallereschi, fino alle pagine contemporanee. Nell’ambito della Biennale di Venezia ha firmato le scenografie di Marco Polo. Ha esposto in Usa, in Francia, Spagna, Svizzera e nei più importanti poli culturali museali italiani, come Villa Adriana a Tivoli, Archivio di Stato di Roma, Museo di arte moderna.

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