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Scompare, la famiglia non denuncia Un cadavere trovato ieri in un pozzo

Nessuna notizia da mesi di Giuseppe Pedrazzini, 78 anni. I parenti lo cercavano ma figlia, moglie e genero li scacciavano



TOANO. È iniziata con una denuncia di scomparsa ed è finita, a tarda notte, con l’avvio delle operazioni di recupero da parte di vigili del fuoco e carabinieri di quello che gli investigatori sono convinti essere un cadavere, in avanzato stato di decomposizione, nel pozzo di un’abitazione a Cerrè Marabino.


È la parabola della giornata di ieri, vissuta a Toano. Il caso – ancora tutto da chiarire – è quello della scomparsa di Giuseppe Pedrazzini, pensionato di 78 anni.

Da parte dei famigliari conviventi – la moglie Marta, la figlia Silvia e il compagno – non c’è stata in questi mesi una formale denuncia di scomparsa. A farla però negli ultimi giorni è stato uno dei nipoti – figlio di una sorella defunta di Pedrazzini – che si è fatto portavoce della profonda preoccupazione degli altri fratelli e dei nipoti dell’uomo che da mesi non hanno più sue notizie.

Una situazione determinata dalle “difficoltà” di dialogo con i famigliari stretti dell’uomo con i quali hanno tentato di parlare per avere notizie dell’anziano in questi mesi. Tentativi andati a vuoto, secondo quanto raccontano. Ma soprattutto, a un certo punto, sarebbe arrivata la ben poco convincente risposta che di lui non avevano notizie neanche loro da un po’, perchè se ne era andato: questo ha fatto aumentare la preoccupazione e il bisogno di ottenere rassicurazioni, o comunque risposte, sulle sue condizioni di salute perchè per chi conosceva Pedrazzini un allontanamento volontario nelle sue condizioni è impensabile.

Con la denuncia di scomparsa in mano, i carabinieri di Toano e Reggio tra martedì e ieri hanno concretamente fatto partire le ricerche dell’anziano. A Cerrè Marabino, nell’abitazione al civico 13/15 di via Martiri della Resistenza dove Pedrazzini vive, è arrivata anche l’unità cinofila del Nucleo di Bologna, con un cane molecolare. Ed è dall’animale che è arrivata quella che gli investigatori è ritenuta la svolta: nei pressi del pozzo dell’abitazione, l’animale ha segnalato che c’è qualcosa. In quel pozzo, profondo circa quattro metri e in un punto particolarmente scosceso, sono subito scattate le perlustrazioni. E ai primi controlli visivi i carabinieri hanno notato qualcosa che è sembra a tutti la sagoma di uomo. Un cadavere, dunque.

Un sospetto che è stato preso molto seriamente dagli investigatori dell’Arma che, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno chiesto supporto ai vigili del fuoco che sono arrivati con un mezzo Saf. Ma le operazioni per dare il via alla perlustrazione e poi al recupero si sono rivelate tutt’altro che semplici. C’è una pesantissima lastra che copre il pozzo e che deve necessariamente essere rimossa. In tarda serata, ci attendeva l’arrivo del personale di un’azienda specializzata. L’operazione, dunque, si preannuncia lunga e complessa. E quando sarà confermato che di cadavere si tratta, bisognerà accertarne identità e causa di morte.

In tarda serata, sul posto è arrivato anche il sindaco di Toano, Vincenzo Volpi. Dopo aver parlato con gli investigatori, il ricordo: «Giuseppe lo conosco. Anni fa andava nelle case a fare legna, anche da me. Una persona socievole e ben voluta». «Speriamo ancora che non sia un cadavere dentro a quel pozzo» prova a dire. Ma nell’abitazione di Cerrè Marabino è arrivato anche il magistrato di turno ieri sera, la dottoressa Piera Giannusa. E a bordo di due auto, scortati dai carabinieri, sono arrivati anche la figlia del 78enne e il compagno.

Dopo essere stati sentiti alla presenza di un avvocato già il giorno precedente, ieri sono stati fatti arrivare sul posto con il loro legale, l’avvocato Mattia Fontanesi. Ufficialmente per l’avvio di un accertamento tecnico irripetibile. La prova che sul caso della scomparsa di Pedrazzini non solo c’è un’indagine, ma almeno a questo punto due indagati. Resta da capire per quale reato.

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