Reggio Emilia, la Città del Lettore torna a vivere

Appuntamento al liceo “Moro” a partire dal 16 maggio. Sono 340 gli studenti coinvolti e 2800 i possibili visitatori

REGGIO EMILIA. Dove eravamo rimasti? Noi, assidui e instancabili fans della Città del Lettore, ci eravamo fermati all’ultima edizione prima dello stop dovuto alla pandemia. Ma loro, gli studenti del liceo scientifico “Moro” che hanno costruito insieme al deus ex machina Daniele Castellari una sorta di formula magica animando una città inesistente attraverso la loro creatività, non sono stati fermi ad aspettare tempi migliori.

E in attesa di tornare ad animare (e il conto alla rovescia è già iniziato) le mitiche “notti per abitare i libri”, si sono tenuti in allenamento con incursioni sorprendenti. Come quando, nel dicembre scorso, al Campus San Lazzaro (un nuovo partner della Città del Lettore) si sono introdotti tra i tavoli di un convegno sulla prevenzione organizzato dall’Ausl, scompaginando dotte conversazioni tra psicologi, pedagogisti e numerosi professionisti della sanità. «Il presidente della Lilt – ricorda ancora divertito Daniele Castellari – ha riso dall’inizio alla fine». E l’allenamento servirà, ora che la nuova Città dei Lettori è alle porte.

LAVORI IN CORSO

A qualsiasi ora, nel cortile nell’atrio nelle classi, la scena è puntualmente la stessa: ragazze e ragazzi intenti a confrontarsi, scrivere, disegnare, costruire e poi finalmente provare sotto lo sguardo attento di Castellari che h24 non finisce mai di curare dettagli, risolvere problemi, rifinire le “sceneggiature”, togliere e aggiungere, ma soprattutto stupirsi. Sì perché non siamo solo noi, ogni volta, a uscire abbagliati e stupefatti dalla Città del Lettore. Lo stesso ideatore di tanta bellezza non finisce mai di meravigliarsi. E probabilmente sta proprio qui il segreto di un progetto che continua a crescere nutrito dalla passione e dalla capacità di vedere ciò che ad altri passa semplicemente sotto gli occhi.

Un esempio, forse piccolo ma esemplare. «All’inizio dell’anno – ci racconta Castellari – sono stato avvicinato da quattro “bimbette”, così mi erano sembrate, di una prima classe. Mi hanno detto che avrebbero voluto partecipare alla Città del Lettore e io, vedendole così piccole, ho chiesto se avevano bisogno di qualche idea. Non l’avessi mai neppure pensato. “Noi – mi hanno detto sicure e convinte – volevamo proporre l’assedio di Troia al femminile”. Zittito. Anche perché, quando ho letto il loro testo, non ho dovuto toccarlo. Le citazioni erano perfette. Senza anticipare nulla, troverete il risultato del loro lavoro all’indirizzo “Cucina epica”». E poi quel ragazzo di seconda, che si presenta a Castellari parlando un fiorentino eccezionale: «Mi ha proposto una lettura da “La Notte” di Wiesel. Considerando la profondità e la durezza del testo avevo qualche perplessità, ma quando ho visto il risultato – e qui gli occhi di Castellari brillano commossi – sono rimasto incantato». Ecco, l’incanto. Un altra parola chiave della Città e del suo successo.

I NUMERI
Non sono quasi mai la cosa più importante, i numeri, ma possono a volte essere molto esplicativi. Come nel caso della Città del Lettore che quest’anno concede quattro repliche, lunedì 16 e martedì 17 e ancora giovedì 19 e venerdì 20 maggio sempre dalle 19.30 alle 22. A dare vita alla Città sono 340 studenti: 317 attori e 23 musicisti. Ogni sera potranno entrare 700 persone e sarà possibile scaricare dal sito la mappa della Città per girovagare a colpo sicuro.

PROPOSTE
Tutti vorremmo sapere se ritroveremo la Biblioteca dei libri che si risvegliano piuttosto che l’Ufficio postale, la Raccolta differenziata delle parole o l’indimenticabile asta... A quanto pare, ben poco si è salvato dal nuovo che avanza. «Si è salvata e non poteva essere altrimenti visto il periodo – ammette Castallari – l’idea della Farmacia: avremo questa volta il Triage per le vaccinazioni contro l’ignoranza. E chi si sottoporrà alla vaccinazione, da quel momento risponderà a ogni domanda con versi poetici o brani letterari. E c’è anche una clinica dei sogni: l’obiettivo è riuscire a dormire sonni tranquilli cacciando le pesanti ombre della pandemia».

Un valore aggiunto dell’edizione 2022 è la collaborazione con le cooperative sociali: proprio nelle loro sedi (dalla Polveriera all’ex Maffia fino a Mancasale), grazie al lavoro fatto insieme ai ragazzi più fragili è nata la scenografia che accoglierà i visitatori della Città: «Chi arriverà si troverà assiepato davanti a delle rovine, una catasta di oggetti frutto delle attività, silenzio totale. Poi l’orchestra che eseguirà due brani belli carichi dopodiché tredici attori usciranno dalla succursale per prendere ognuno un oggetto che servirà... per ricominciare».

In ordine sparso, qualche indirizzo imperdibile della Città. Tintarella di luna per rilassarsi dopo il covid? Nell’ampio parco del “Moro” troviamo anche una spiaggia con tanto di sdraie, ombrelloni e l’immancabile Bar Poke dove si può ordinare la propria insalata preferita: le proteine sono rappresentate dai personaggi della letteratura e le verdure dai generi letterari. Al centro della piazza le ragazze pubblicizzano invece i cioccolatini della Città del Lettore: la scelta è ampia fra i Baci per Gina (o angina?) con poesie comiche sull’amore, i Sorrisi Lindtdolo, i cioccolatini Novi diventati Rovi con le invettive da Catullo a Kraus e guai perdersi gli Sputacchi in fronte che stanno per i pistacchi di Bronte. Sotto la tenda del papirologo due archeologhe si sfidano: sarà una inquietante mummia a dare il sacro responso. E che dire della rappresentazione del Pinocchio alla rovescia di Ruben Alves dove si entra a scuola bambini... e si esce burattini?
Buona serata, cuore e cervello ben aperti, e attenti a non perdervi in tanta bellezza.

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