Reggio Emilia. Chiede aiuto di notte in ospedale. «Stuprata e sequestrata dall’ex»

La donna denuncia alla polizia botte, minacce e violenze sessuali in casa fra venerdì e sabato

REGGIO EMILIA. Nella notte fra venerdì e sabato scorsi una donna sulla trentina è giunta trafelata al Santa Maria Nuova, chiedendo soccorso.

È l’inizio di una storia-shock, perché poi fra le mani dei poliziotti si materializzerà una denuncia contro il marito 36enne a dir poco articolata, con ipotesi di reato che trasudano brutalità: lesioni e minacce gravi, sequestro di persona e violenza sessuale. Marito e moglie sono separati di fatto, hanno due figli. La donna quando sabato parla con la polizia è molto provata e i dottori le hanno appena diagnosticato una prognosi di sette giorni.


Un certificato medico che lei riempie di particolari violenti: dice che l’ormai ex marito l’ha pestata (schiaffi, calci, pugni sulla testa e sul corpo) prendendola per i capelli per poi trascinarla per casa, con tanto di testa sbattuta contro una parte. Il tutto “condito” – racconta sempre la donna – da minacce di morte («Ti ammazzo, non finirà fin quando non sarai morta») perché il 36enne brandiva un coltello da cucina e lasciava intendere che voleva scioglierle la faccia nell’acido. Un incubo che sarebbe durato un intero giorno (dalla sera di venerdì a più o meno la stessa ora di sabato) perché privata del telefonino e delle chiavi di casa, all’ex moglie veniva impedito di chiedere aiuto o di uscire di casa.

Un sequestro di persona per chi indaga, rottosi solo sabato sera quando la donna convince l’ex marito a lasciarla uscire per comprare le sigarette. A quel punto lei si precipita in ospedale per chiedere aiuto e farsi medicare. Infine in questa escalation allucinante vi sarebbero atti sessuali ripetuti a cui la trentenne sarebbe stata costretta sul letto e sul divano, con stupri protrattisi sempre fra venerdì e sabato. Una denuncia a dir poco rovente che fa scattare indagini veloci della polizia, coordinate dalla pm Laura Galli. E non passerà molto tempo dall’individuazione e il connesso fermo dell’ex marito con apertura delle porte del carcere.

Martedì è comparso davanti al gip Silvia Guareschi nell’ambito dell’udienza di convalida del fermo. Difeso dal legale Federico De Belvis, il 36enne non solo ha risposto alle domande del magistrato giudicante, ma ha esccluso ogni suo coinvolgimento rispetto ai fatti contestati, fornendo una versione alternativa che ora è al vaglio della questura. Comunque per il gip Guareschi sussistono gravi indizi di colpevolezza nei confronti di quest’uomo e pur non convalidando il fermo (come sostenuto dalla difesa che ha rimarcato come non vi fosse il pericolo di fuga) ha applicato una serie di misure restrittive. In precedenza la pm Galli aveva chiesto la permanenza in carcere dell’indagato considerandolo molto pericoloso, mentre l’avvocato De Belvis ha chiesto la non applicazione di misure cautelari oppure più soft del carcere. E verso quest’ultima direzione è andato il giudice che ha applicato all’ex marito il divieto di dimora nel Reggiano, il divieto di avvicinare i luoghi frequentati dall’ex moglie e dai figli, nonché il divieto di comunicare con i citati familiari. Ieri la scarcerazione del 36enne a cui presto sarà applicato anche il braccialetto elettronico.

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