Carpineti, «La Seminario è chiusa da febbraio, restano incognite sulla riapertura»

La protesta del comitato: «Disagi per pendolari e residenti. L’Anas non risponde nemmeno agli enti»

CARPINETI. Vita ancor più dura per i pendolari e i residenti della montagna, costretti ogni giorno a lunghi e tortuosi percorsi alternativi per raggiungere le proprie mete bypassando i lavori nelle gallerie che si stanno svolgendo in questo periodo. In primis quello dovuto ai danni causati da un incendio all’interno della galleria del Seminario.

Questa dovrebbe riaprire entro la fine di maggio. È chiusa da febbraio, quando l’incendio, fortunatamente senza feriti, aveva distrutto un autobus di linea sotto il tunnel più lungo della statale 63.


Il condizionale sulla riapertura è d’obbligo: questa data è l’ultima indicata ufficialmente da Anas, ma da settimane gli enti locali chiedono aggiornamenti e conferme, senza avere risposte. I pendolari e i residenti dell’Appennino, che per la chiusura del tunnel sono costretti a intraprendere lunghi e scomodi percorsi alternativi, pongono domande ed esprimono la loro esasperazione, anche sui social.

Ora sul tema interviene anche il comitato “Strada statale 63+sicura”, che non si limita a chiedere chiarimenti sulla riapertura della galleria del Seminario, ma anche risposte ad altri temi posti da tempo.

Il comitato, in una nota, spiega infatti: «Sono passati mesi senza che dalla direzione Anas di Bologna arrivi una qualche risposta alle richieste del Comune di Carpineti e alle proposte della Provincia di Reggio Emilia. Facciamo un po’ di storia: il 5 novembre 2021 l’Unione dei Comuni, il comandante della polizia municipale dell’Unione e il Comune di Carpineti hanno inviato una lettera di richiesta ad Anas per avere il nulla osta ad applicare un limite di velocità omogeneo di 50 chilometri orari nel tratto di statale 63 da Ca’ del Merlo ad Ardaceda. Da allora – prosegue il comitato – il Comune di Carpineti ha inviato tre solleciti, a oggi senza riscontro, per avere risposta sull’applicazione del limite di velocità, atto propedeutico al posizionamento di rilevatori di velocità e realizzazione di strisce pedonali in corrispondenza delle fermate autobus o piazzole rifiuti. Il 4 febbraio 2022 la Provincia e il Comune di Carpineti hanno inviato ad Anas il progetto, elaborato dai tecnici della Provincia, di ammodernamento e messa in sicurezza del tratto carpinetano della statale 63. Anche su questo, ad oggi, nessun segnale di vita della direzione Anas bolognese. A questi disagi, per gli abitanti si aggiungono in questi tempi quelli patiti da tutti i pendolari della montagna che devono transitare sulla deviazione ex statale 63 a causa dei lavori nelle gallerie».

Prosegue la nota del comitato: «È plateale il degrado del manto stradale sul vecchio tracciato che deve essere utilizzato con la galleria chiusa, con buche tipo campo minato, e dei manufatti e sistemi di sicurezza, vedi guard-rail su plinti di cemento provvisori. Questo tracciato, da Ca’ del Merlo a Casina della strada statale 63, è da 20 anni una strada comunale, cioè da quando sono state realizzate le gallerie fra Ca’ del Merlo e Casina, e Anas lo ha trasferito ai Comuni di Casina e Carpineti, prendendo in carico il nuovo percorso e le gallerie. Il tira e molla fra Comune di Carpineti, che detiene il tracciato più danneggiato, e Anas su chi debba fare i lavori ha portato a questa situazione pericolosa per gli utenti. L’unica cosa chiara e sicura è che oggi, senza ombra di dubbio, a gallerie chiuse, nessun lavoro che comporti blocco del traffico può essere fatto su questo tracciato, altrimenti i pendolari, per deviare dalle gallerie e andare e venire da Reggio Emilia, dovrebbero passare per Marola e Casina o per Viano e Scandiano».

Conclude la nota: «Il comitato strada statale 63+sicura richiama gli enti competenti alle loro responsabilità e si impegna a dare appoggio agli altri comitati di utilizzatori della strada statale 63 per dare voce alla montagna su questa partita. Compete agli enti pubblici fare le giuste scelte per risolvere i problemi. Per ora a noi cittadini restano i disagi e i pericoli. Ci aspettiamo che almeno le buche vengano riempite al più presto».

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