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«Comune di Poviglio commissariato». Ma è tutto un equivoco

Il consiglio ha approvato, quasi senza rendersene conto, il bilancio consuntivo 2021. Un’errata lettura del Regolamento ha fatto pensare che il Comune fosse sciolto

POVIGLIO. La maggioranza che fa opposizione non è una novità a Poviglio, ma una anomalia diventata consuetudine già dal gennaio 2021, quando cinque consiglieri Pd firmarono una lettera contro la sindaca Cristina Ferraroni, che provocò un rimpasto (con l’uscita dalla giunta del vicesindaco Jimmy Bigliardi e dell’assessore Isa Malpeli).

Il fatto nuovo, che si è verificato martedì sera in consiglio comunale, consiste nell’approvazione del bilancio consuntivo a “insaputa” di tutti. Non si tratta di una sottolineatura ironica, ma di quanto realmente accaduto. Infatti, a causa di un errore di interpretazione del Regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, tutti erano convinti che il rendiconto non fosse stato approvato. Pertanto, alla luce del Testo unico sugli enti locali, si annunciava il commissariamento come un fatto inevitabile.


In realtà, regolamento alla mano, i tre voti favorevoli della sindaca, del vice Giovanni Allodi e della consigliera Veronica Varuzza, hanno prevalso sui sette astenuti (erano assenti Bigliardi per la maggioranza, e Ubaldi e Lanfredi per la minoranza) e determinato l’approvazione del consuntivo 2021. Gli astenuti hanno infatti concorso al raggiungimento del numero legale.

Il segretario reggente Mauro De Nicola, che opera a San Martino in Rio e Rio Saliceto, pare sia incorso in un errore di interpretazione ritenendo bocciato il consuntivo. «Bisogna informare la prefettura», il suo primo commento a caldo.

Nessuno ha avuto nulla da obiettare e a quel punto la prima cittadina ha preso atto della situazione e non ha potuto fare altro che rassegnarsi al commissariamento, anche se fin da subito ha precisato di non essersi dimessa (in coerenza con quanto sempre affermato).

«Mi fermo qui, ringrazio i cittadini, ringrazio per l’opportunità che ho avuto, ringrazio anche per la bellissima esperienza che ho avuto in questo Comune, un po’ meno con il gruppo di maggioranza, perdonatemi ma mi tocca dirlo...». Queste le parole pronunciate alle 22.17 di martedì sera a conclusione del consiglio comunale.

Poi il video della seduta si interrompe mentre il segretario fornisce alcune spiegazioni, presumibilmente sul regolamento.

La qualità audio non consente di capire bene le parole, in quanto la diretta è stata realizzata con un telefonino (anche questo un segno delle difficoltà economiche del Comune, oltre che della lodevole volontà di rendere trasparente il dibattito).

Poco dopo, nella notte di martedì, la sindaca ha fatto un post di commiato su Facebook, nel quale ha salutato i cittadini e tracciato un bilancio della sua esperienza. «Mi spiace non aver potuto terminare il mio percorso». Successivamente ha aggiunto di non essersi dimessa, dal momento che evidentemente stava circolando quella voce («non è stata una mia scelta»).

Il post ha raccolto centinaia di reazioni di sostegno e commenti da parte di cittadini (oltre che del sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, unico tra gli amministratori a farlo pubblicamente).

Le reazioni politiche si sono sviluppate immediatamente, ma sottotraccia. Un Comune commissariato rappresenta un fallimento che va oltre gli amministratori direttamente coinvolti e la questione non poteva non fare discutere. Logico quindi che molte chat di Whatsapp siano presto diventate incandescenti.

Poi ha cominciato a farsi strada la consapevolezza che era stato commesso un errore di interpretazione.

Nel primo pomeriggio la sindaca ha diramato ai consiglieri e alla giunta una comunicazione urgente. «È pervenuta nella mattinata odierna comunicazione verbale da parte del segretario dott. Mauro De Nicola di essere incorso in un errore interpretativo in riferimento al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale». Pertanto, il rendiconto, ha aggiunto la sindaca, «è da ritenersi approvato». Il segretario, ha detto la Ferraroni, ha anche anticipato che «nelle prossime ore presenterà una formale lettera di scuse al Consiglio per l’equivoco scaturito dall’errore di interpretazione».

Ieri sera, alle 18, è arrivato un secondo post su Facebook, con il quale la prima cittadina ha comunicato che «non ci sarà alcun commissariamento» e dunque «si va avanti».

Al di là dell’equivoco, dai contorni inediti, il rapporto tra la giunta e la sua (presunta) maggioranza resta complicato. In queste condizioni, ci si chiede come potrà essere approvato il bilancio di previsione 2022 (l’esercizio provvisorio quest’anno è stato prorogato fino al 31 maggio).

Il revisore Grazia Zappa in merito al bilancio consuntivo 2021 ha sottolineato criticità note, in primo luogo il disavanzo d’amministrazione, che impedisce gli investimenti, e il precario equilibrio di parte corrente (la spesa corrente di norma deve essere coperte da entrate ordinarie). L’eccessivo ricorso alle anticipazioni di tesoreria (almeno dal 2015) configurano una situazione che, sulla base degli indici di salute finanziaria adottati dal revisore, viene definita di pre-default.

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