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Correggio, seconda pena al 50enne Berardinelli: «Mi drogo e la vendo»

L'avvocato difensore Luigi Scarcella

Otto mesi di reclusione per l’hascisc e l’eroina trovati in casa Resta in carcere perché sta scontando un’altra condanna

CORREGGIO. Nel giro di nemmeno due mesi il disoccupato 50enne Giancarlo Berardinelli infila la seconda condanna con di mezzo la droga.

Ieri mattina – davanti al giudice Matteo Gambarati – è stata affrontata (con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo) la vicenda relativa al primo ottobre scorso, quando all’esito di una perquisizione nell’abitazione correggese di Berardinelli, i carabinieri gli avevano sequestrato oltre agli stupefacenti (131 grammi di hascisc e 6 grammi di eroina) anche materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. All’accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga si era aggiunta anche quella di minacce a pubblico ufficiale: il 50enne aveva infatti minacciato di morte i militari. In aula ieri l’imputato ha ammesso le sue responsabilità, rimarcando che il suo problema è la tossicodipendenza (è in cura al Sert, ndr) e per finanziarsi l’uso personale di droga a volte la vende.


Il pm Marco Marano ha chiesto 8 mesi di reclusione, mentre l’avvocato difensore Luigi Scarcella ha chiesto la concessione delle attenuanti generiche legate alla confessione e il minimo della pena. Sempre la difesa ha chiesto anche la revoca della misura cautelare, cioè l’obbligo di firma. Dalla camera di consiglio il giudice Gambarati è uscito avallando la richiesta di pena dell’accusa, revocando al contempo l’obbligo di firma.

Ma Berardinelli non è tornato in libertà, perché sta scontando in carcere i tre anni di reclusione relativi alla condanna – sempre per spaccio di stupefacenti – emessa dal gup Silvia Guareschi nel marzo scorso, al termine dell’udienza preliminare.

A tradirlo era stato il telefonino e l’indagine successiva del pm Marano incardinatasi proprio su quanto trovato nel cellulare. E questa nuova inchiesta aveva portato grossi guai al correggese 50enne (con diversi precedenti), perché gli accertamenti dei carabinieri facevano luce sulla rilevante attività di spaccio portata avanti dal 2018 sino all’ottobre 2021. Quest’ultima data non è casuale, in quanto coincide con l’arresto dell’ottobre scorso dopo la citata perquisizione. Le verifiche sul cellulare facevano emergere una “montagna” di cessioni di droga – a centinaia relativamente ad alcuni acquirenti fissi – con due i tipi di stupefacente piazzati, cioè eroina ed hascisc, con incassi sino a 43mila euro con i “clienti” più affezionati all’eroina. Ma sulla vendita dell’eroina (a 3 dosi alla volta) ha avuto parecchio da ridire il difensore Scarcella, non ritenendole inquadrabili nel fatto più grave.



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