Omar Costi deve essere operato. «Per ora non andrà in carcere»

L’imprenditore di 48 anni è stato condannato in via definitiva a 9 anni e 8 mesi, ma ne ha già scontati sette ai domiciliari

REGGIO EMILIA. Oggi dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico già programmato da tempo. Per questo nei confronti di Omar Costi, imprenditore di Reggio Emilia, tra i 73 imputati del processo Aemilia contro la ’ndrangheta condannati in via definitiva dalla Cassazione su 87 posizioni totali arrivate al terzo grado, non è stato emesso un ordine di carcerazione.

A Costi, 48 anni, è stata inflitta in Appello (poi confermata dalla Suprema Corte) una pena di 9 anni e 8 mesi per usura ed estorsione, essendosi rivolto alla consorteria per un recupero crediti, ben consapevole dei metodi con cui questo sarebbe avvenuto: la sua è la pena più elevata riportata tra gli imprenditori reggiani che si erano rivolti agli ’ndranghetisti. Gli altri due sono Giuliano Debbi, 67 anni di Scandiano, condannato a 4 anni e Mirco Salsi, 65 anni, ex patron della Reggiana Gourmet condannato a 3 anni. Per entrambi è caduta l’aggravante dell’associazione mafiosa; da qui le pene ridotte.


Tuttavia per Costi si prospetta una permanenza in carcere alquanto breve, in virtù del presofferto: finito dietro le sbarre nell’immediatezza di Aemilia per sei mesi, gli sono poi stati concessi i domiciliari e agli arresti domiciliari ha già scontato quasi sette anni, gran parte del conteggio finale. Con gli sconti di pena previsti dalla nostra normativa a Costi spetta una liberazione anticipata di un anno e mezzo, perciò gli resta da scontare un residuo di pochi mesi. Inoltre, come ha spiegato l’avvocato Vincenzo Belli che lo rappresenta insieme alla collega Chiara Carletti, «in previsione dell’operazione programmata avevamo comunicato l’intervento all’Ufficio Esecuzione della Corte d’Appello di Bologna, per ottenere l’autorizzazione. E il pm Beatrice Ronchi delal Dda – che ieri era in tribunale a Reggio per il processo Grimilde, ndr – ha confermato che si attende a trasmettere l’esecuzione della pena per questo motivo. Una conferma che ci ha rinfrancato, visto che noi non abbiamo ricevuto niente».

Dopo il fine settimana di superlavoro per magistratura e forze dell’ordine, dovuto alla prima ondata di carcerazioni, l’attività dei carabinieri è destinata a proseguire a lungo. Per quanto riguarda gli altri condannati la trasmissione degli atti ai militari sta procedendo con il contagocce: l’iter burocratico prevede l’invio telematico da Roma alla procura Generale di Bologna e poi ai rispettivi Comandi provinciali dell’Arma, con una mole ingente di lavorìo di tipo amministrativo e burocratico da svolgere. Tra sabato e domenica i carabinieri reggiani hanno eseguito una decina di arresti. Ieri altri quattro condannati sono stati raggiunti in Calabria, dove si trovavano. Tuttavia ci vorranno giorni e giorni per terminare l’opera e raggiungere i singoli condannati, che possono avere esigenze specifiche com’è il caso di Costi.

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