Castelnovo Monti. Bismantova gremito per Lassociazione

Grande successo al teatro per l'album prodotto in "crowdfunding"

CASTELNOVO MONTI. Sono pronti a girare per i palchi, i cani, i lupi e gli umani cantati da Lassociazione. Venerdì al teatro Bismantova la formazione folk-rock nata nell’Appennino reggiano ha presentato per la prima volta dal vivo “di Cani di Lupi e d'Umani”, l’ultimo album inciso fra 2021 e 2022 e prodotto grazie a una riuscitissima campagna di crowdfunding.

E che il gruppo possa contare sull’affetto e l’attenzione di tanti appassionati lo si è visto anche al teatro Bismantova, per la prima volta pienissimo dopo le tante chiusure di questi due anni. Tante amiche e tanti amici pieni di curiosità per le nuove canzoni, una serie di composizioni più cupe e meno aperte rispetto ai classici del passato, segnate dall’ormai classica commistione di canto in italiano e in dialetto del Crinale e dalla robustissima coperta sonora garantita da una formazione che può contare su alcuni dei più conosciuti musicisti reggiani.


Dopo l’apertura di serata affidata al bravo cantautore Michele Mud, la prima parte del concerto ha visto l’esposizione filata di “di Cani di Lupi e d'Umani”, avviata dal testo programmatico declamato da Giorgio “Lillo” Galassi, autore di tutti i testi del gruppo. Sul palco, assieme agli altri fondatori Marco Mattia Cilloni, voce e chitarra, e Gigi Cavalli Cocchi alle percussioni, erano impegnati gli strumenti che da tempo fanno parte del progetto e una novità, la cantante Noemi Tommasini, ai cori e alla solista in due pezzi.

Nonostante qualche piccolo impiccio tecnico, la band ha macinato rock, folk, sonorità blues e soul con la consueta perizia. Merito di Cavalli Cocchi, della maestria al violino di Filippo Cheli e di Erik Montanari alla chitarra elettrica, più presente rispetto al passato, così come del sottofondo curato dal veterano tastierista Gianfranco Fornaciari, dal bassista Nicolas De Francesco e da Massimo Guidetti a tromba e flicorno. A chiudere, con un breve bis come inframezzo, i brani più amati del catalogo, la “Filastrocca del Crinale” dedicata ai borghi appenninici e la spigliata “Santamaria”, oltre a una bella resa acustica di “Alla guerra”, estratta dal disco di debutto e tornata decisamente di attualità.

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