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Boretto, tutti a bordo della Stradivari per i 70 anni di Vittorio Sgarbi

Il critico d’arte si fa attendere per oltre un’ora e Staffelli gli rifila il Tapiro. Erano tanti i volti noti invitati alla sua festa: «Non si invecchia, ma si muore»



BORETTO. «Sgarbi è come il Po. A volte alto, a volte basso, imprevedibile, ma allo stesso tempo non gli si può non voler bene». Questa frase del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, descrive al meglio l’atmosfera che ieri si respirava sulla motonave Stradivari, dove è andato in scena il 70esimo compleanno di Vittorio Sgarbi, il noto critico d’arte e politico che ha scelto il Po come location di questa speciale ricorrenza. Un evento che per un giorno ha visto Boretto riempirsi di personaggi famosi, richiamati al lido Po per questo appuntamento al quale nessuno degli invitati ha voluto mancare. Anche se – tra il serio e il faceto – a qualcuno è venuto il dubbio che il grande assente potesse essere proprio il festeggiato, giunto a Boretto alle 13.30 con più di un’ora di ritardo. Un’attesa sulla carta prevedibile, estesa ulteriormente di qualche minuto grazie anche all’intervista che lo stesso Sgarbi ha rilasciato in centro a Boretto a Valerio Staffelli, l’inviato di Striscia la Notizia che gli ha consegnato (l’ennesimo) tapiro d’oro per la recente lite televisiva con Giampiero Mughini.



Una volta giunto nel parcheggio, Sgarbi è stato letteralmente preso d’assalto da amici di vecchia data che lo hanno riempito di regali e di auguri: un’attenzione che il critico ha “retto” solo per qualche minuto, invitando gli amici – con il suo classico tono colorito – a proseguire i convenevoli sulla barca e a lasciarlo «respirare». Percorsa la ripida scala che porta sul pontile, i circa 150 presenti hanno intonato il classico “Tanti auguri a te”, che Sgarbi ha accolto con piacere, per poi lasciarsi andare ai saluti e alle battute con amici storici quali il cantante Morgan e i giornalisti Nicola Porro e Giuseppe Cruciani. Al centro del pontile Giudecca è stato collocato un quadro di gigantesche proporzioni, che ritrae Sgarbi al centro, in poltrona, con la sua tipica posa, circondato dalle persone più importanti della sua vita. A fare da anfitrione, naturalmente, il capitano della motonave Stradivari, Giuliano Landini, che tra una stretta di mano e una foto ricordo non ha mancato di raccontare ai presenti aneddoti legati al Po e i segreti della navigazione. Navigazione che poi è partita qualche minuto dopo l’arrivo di Sgarbi, con la motonave che ha percorso diversi chilometri sia verso valle che verso monte (fino a Dosolo e Guastalla da una parte e fino a Foce Enza dall’altra), consentendo così ai presenti – molti dei quali non avevano mai visto il Po “dal vivo” – di ammirare il panorama, reso ancora più suggestivo dal cielo grigio che caratterizzava la giornata di ieri. La festa vera e propria si è poi consumata a tavola, con gli ospiti intenti a dividersi tra la coperta e il ponte per gustare le specialità di giornata, non senza intrattenimento musicale, con diverse canzoni che hanno visto l’esibizione di Morgan e di Mirco Mariani degli Extraliscio. «Non si invecchia ma si muore – ha spiegato Sgarbi davanti ad una telecamera – che è la cosa peggiore. O forse la migliore, o forse inevitabile. Perchè la vecchiaia è una perdita di energia per il corpo, ma non per la mente. La stessa Rita Levi Montalcini diceva che non poteva pensare che la vecchiaia facesse deperire la sua mente. Quello che conta è che la struttura su cui posa la mente, purtroppo, lentamente cede, come tutte le cose. Come sosteneva Epicuro, però, non ce ne accorgiamo: perché quando ci sei sei vivo, e quando sei morto non te ne accorgi perché non ci sei più. Questo è il pensiero che mi porta a pensare che prima o poi succederà qualcosa: può capitare in modo improvviso o violento, o semplicemente perché il corpo cede. Quindi: la vecchiaia non c’è, la morte non c’è, ma accade e quando arriva si porta via anche la vecchiaia».



Anche se non ha rilasciato dichiarazioni specifiche, Sgarbi ha organizzato la festa sul Po nell’ottica di una sensibilizzazione sulle condizioni del principale fiume italiano. I partecipanti – anche durante la crociera – sono stati chiamati ad essere ambasciatori di questo messaggio di rinascita, nella convinzione che questa bella giornata e la splendida cornice ambientale non abbia lasciato insensibili i tanti personaggi presenti.

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