Plastic Free Reggio Emilia avverte: «Attenzione ai finti ambientalisti»

L’associazione denuncia: «Segnalazioni da Modena e Parma. Abbiamo allertato la Polizia Postale»

REGGIO EMILIA. «Un episodio allarmante». Daniele Manini è referente per il capoluogo e Toano di Plastic Free Reggio Emilia. L’associazione si occupa di raccolta dei rifiuti dall’ottobre 2020 sul nostro territorio. Il gruppo reggiano può contare su 2.177 iscritti alla pagina Facebook e circa quaranta “fedelissimi”. Sulla stessa pagina è apparso negli scorsi giorni un avviso.


«Vi comunichiamo che siamo venuti a conoscenza che in altre zone d’Italia ci sono delle persone che, purtroppo, si spacciano per referenti e tali non sono – si legge nel messaggio –. Questi soggetti dopo essersi spacciati per referenti, si mettono in contatto con volontari o possibili nuovi volontari, chiedendo informazioni personali e in alcuni casi anche foto».


Manini spiega meglio di cosa si tratta. «Siamo stati allertati per quanto successo a Parma, Modena e in altre province dell’Emilia Romagna – sottolinea il referente –. C’è un soggetto un po’ particolare che si finge referente di una zona, inizia a contattare i vari gruppi e si fa accettare nella pagina Facebook. In seguito, presenta richieste strane, come fare da babysitter o ricevere foto di bambini. Abbiamo presentato denuncia alla Polizia Postale. È un episodio allarmante, non è un furbetto che vuole mettere zizzania. A oggi in provincia non è accaduto nulla del genere, ma potrebbe capitare».


Per evitare possibili rischi, il gruppo reggiano ha deciso di presentare un appello. «Ci teniamo a raccomandarvi di prestare molta attenzione e rimanere vigili – proseguono i volontari sui social –, al massimo fate un passaggio preliminare chiedendo informazioni a Milena Maioli o Daniele Manini o chiunque altro referente attualmente attivo sulla provincia di Reggio Emilia. Sappiate che, in ogni caso, noi referenti, non vi chiederemo mai né informazioni personali né foto».


Il referente soppesa la differenza tra gli oltre duemila iscritti al gruppo e i circa quaranta partecipanti alle attività nell’ultimo periodo. Facendo una media, vi è circa un volontario effettivo ogni cinquanta potenziali.
«Quando c’erano ancora le restrizioni legate all’emergenza sanitaria avevamo tantissimi volontari – rammenta Manini –. All’evento dell’aprile 2021 eravamo circa duecentocinquanta. Due settimane fa, eravamo una quarantina. Le persone prima seguivano una moda e ne approfittavano per uscire quando non si potevano spostare in altri modi. Adesso siamo più o meno sempre i soliti».


Cambiano invece gli oggetti raccolti. La plastica che ricorre nel nome dell’associazione non è l’unico elemento da riciclare abbandonato su cui concentrano l’attenzione i volontari.
«Nell’ultimo periodo raccogliamo soprattutto mascherine, bottigliette di plastica, lattine di vetro e di alluminio – elenca il referente –. Vi sono poi anche gratta e vinci, pacchetti di sigarette, siringhe, pneumatici. A Toano l’aprile scorso abbiamo raccolto anche una lastra di amianto».


I volontari si muovono in sinergia con le squadre di Iren. «Abbiamo un contatto diretto – sottolinea il referente – e chiediamo anche il patrocinio ai vari Comuni. Con Reggio Emilia stiamo ancora affrontando il tema: serve la firma del patto d’intesa. Di solito, riceviamo sacchi, guanti e qualche pinza per effettuare la pulizia. Gli operatori di Iren poi passano subito il giorno dopo».


I volontari sono assicurati ed evitano tracciati pericolosi, come possono essere le superstrade. L’ultimo evento nella Città del Tricolore è stato organizzato il 10 aprile scorso al parco Fucini.
«Abbiamo tenuto il briefing nel parco e poi ci siamo diretti sul Crostolo – rilancia Manini – dove c’era un’ex discarica. La scarpata è stata rinforzata e noi ci siamo concentrati sul tragitto del fiume, cercando di recuperare i rifiuti dalle radici degli alberi e dal letto del fiume».
Un’attenzione particolare è rivolta alle scuole. Il prossimo evento è in programma l’8 maggio.
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