Bibbiano, posate le pietre d’inciampo per Erio e Walter Ferrari

BIBBIANO. Erano in tantissimi ieri mattina a Bibbiano per la posa delle pietre d’inciampo dedicate ai fratelli bibbianesi Erio e Walter Ferrari, morti giovanissimi per le malattie contratte nei lager. Gli studenti della scuola secondaria “Alighieri” hanno lavorato ad un progetto sulla storia dei due fratelli, progetto iniziato lo scorso anno con una uscita sul campo per il laboratorio delle pietre d’inciampo in collaborazione con Istoreco e Anpi grazie al quale i ragazzi hanno scoperto gli atti di nascita dei deportato Erio e Walter, i nomi dei genitori e le loro professioni, la casa della famiglia Ferrari e tanti altri particolari. Cosi ieri mattina gli studenti della “Dante Alighieri” accompagnati dagli insegnanti si sono recati davanti al municipio di Bibbiano dove hanno partecipato alla cerimonia assieme a Matthias Durchfeld di Istoreco, Simona Fantesini presidente Anpi Bibbiano, Orio Vergalli ex presidente Anpi, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e Walterio Ferrari nipote di Walter ed Erio oltre ad altri assessori comunali. Il sindaco Andrea Carletti ha ricordato le parole di Liliana Segre: «Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare».

Erio aveva 24 anni e Walter 28 quando vennero rinchiusi a Helmstedt in Germania. Erio morì sul campo, invece Walter rientrò dalla Germania a Bibbiano, ma perse la vita alcuni anni dopo (nel 1951) per le conseguenze della prigionia.


Simona Fantesini, presidente di Anpi Bibbiano, ha raccontato: «In via Fratelli Corradini abbiamo posato le due pietre di inciampo dedicate a Walter ed Erio Ferrari, insieme alle giovani classi della “Dante Alighieri”. Continuiamo a ricordare, fare memoria e coinvolgere le giovani generazioni, perché il sacrificio dei tanti uomini e donne non vada mai dimenticato». «È stata una giornata emozionante – cosi Valterio Ferrari, nipote di Erio e Walter –. Ringrazio Istoreco, amministrazione comunale, Giacomo Papotti per l’impegno che hanno profuso, ringrazio i ragazzi delle scuole che hanno lavorato molto sul tema dei deportati nei campi di lavoro». «Per l’occasione – continua Valterio Ferrari – ho ricordato un altro zio, Rino Grisendi, fratello di mia madre, che era stato caricato su uno dei treni diretti verso la Germania ma era riuscito a fuggire dalle parti del Brennero per poi andare in montagna e diventare partigiano fino alla fine della guerra. Sono tante le storie dei bibbianesi che hanno rifiutato il fascismo, che hanno fatto la storia del nostro paese. Una storia di antifascismo, una memoria che dobbiamo sempre coltivare perché rimanga come patrimonio genetico. Se vogliamo sperare in un mondo migliore lo dobbiamo costruire lottando contro tutti i fascismi che ancora esistono».



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