Brescello, morta a 81 anni Elisa Frati la moglie di Romano Amadei

La donna da sempre al fianco del patron dell’Immergas e della Reggiana era da tempo ammalata: proprio oggi avrebbe compiuto 82 anni

BRESCELLO. La notizia si è diffusa in azienda, nello stabilimento dell’Immergas nel primo pomeriggio. E subito, tra i dipendenti, il pensiero è andato a lui, al vecchio patron, che ora è solo.

Elisa Frati, la moglie e la compagna di una vita dell’imprenditore Romano Amadei, ha smesso, ieri nel primo pomeriggio, di lottare contro un male terribile che l’ha consumata giorno dopo giorno lungo un calvario durato mesi. Un cammino di sofferenza in cui ha sempre avuto accanto il figlio e il marito. Alfredo e Romano, entrambi distolti da questo dramma famigliare da quelle che erano e sono ancora le loro passioni. L’azienda, creata da Romano (assieme ad altri due soci e amici come Gianni Bacchi e Giuseppe Carra) nel 1964 partendo da un piccolo capannone di Brescello. Una piccola ditta, con una grande idea da sviluppare fino al brevetto, e da lì alla conquista dei mercati internazionali. Una storia italiana delle migliori, con i dipendenti che si sentono parte del progetto nel mezzo secolo di vita dell’azienda – il 5 febbraio 2014 – organizzano una festa a sorpresa per il loro patron.


E poi il calcio, con il Brescello prima, il Modena poi e quindi il Lentigione e la Reggiana con le strade di padre e figlio che si dividono per provare ognuno la propria avventura. Sempre con un occhio a quel che faceva Alfredo o combinava Romano. In tutto questo la signora Elisa è sempre parsa un passo indietro. Volutamente. Restia ad accompagnare Romano allo stadio, c’è chi dice che non abbia mai completamente benedetto questa passione che accomunava padre e figlio. Ma erano gli uomini della sua vita e lo ha toccato con mano – pensiamo – in questi mesi in cui non è mai stata sola. Addirittura con Romano che, dal tanto amore, sembrava volersi far carico lui del dolore della moglie.

Così almeno è parso a chi scrive che con il patron Amadei, da quando comanda alla Reggiana, aveva un appuntamento fisso, quasi una scadenza. Il più delle volte a ridosso delle partite importanti dei granata o della fine del campionato. Il più delle volte, nei nostri colloqui al telefono, si poteva assistere a un misto tra una gara di battute, tra me e lui, e un tentativo, sempre solo suo, di schivare le domande. Una volta, pur di sviare le mie domande, cercò di descrivermi quel laghetto artificiale, nei pressi dell’azienda davanti al quale si fermava a meditare. L’ultima volta la telefonata tra noi si chiuse tra le sue lacrime: Elisa stava spegnendosi e lui con lei. «Ho tanti problemi – disse – aziendali e non solo. Ma vivo». Poi però l’Amadei dalla battuta facile, quello abituato a comandare, aveva lasciato all’improvviso il posto a quello che stava vedendo l’amore della sua vita spegnersi e non poteva far nulla.

Nelle prossime ore si conosceranno ora, luogo e data dei funerali.

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