Il figlio di Vavassori arruolato con gli ucraini potrebbe essere morto

L’annuncio: «Cinque vittime e 4 feriti nella sua squadra». Nel 2014 il padre Pietro si era avvicinato alla Reggiana

REGGIO EMILIA. Prima un messaggio da togliere ogni speranza ad amici, parenti e a chi, da circa un mese, sta seguendo le sue vicende. Poi un’importante precisazione, che non esclude la tragedia ma fa capire che Ivan Luca Vavassori – 29 anni, il calciatore combattente di origini russe, arruolato nelle fila dell’esercito ucraino – potrebbe essere ancora vivo.

Stiamo parlando del figlio adottivo di Alessandra Sgarella (rapita nel 1997 a Milano e prigioniera per mesi nella Locride, morta a 52 anni nel 2011) e Pietro Vavassori, imprenditore ed ex proprietario della Pro Patria, che nel 2014 si era avvicinato molto alla Reggiana di Alessandro Barilli, al punto che per mesi sembrava imminente quel suo ingresso in società che poi non si concretizzò. E proprio in quei mesi, in più occasioni, l’imprenditore aveva presenziato alle partite interne della Reggiana, portando con sè il figlio Ivan, all’epoca 22enne, ex portiere di Pro Patria, Legnano e Bra. In un’occasione, il 7 dicembre 2014, Ivan si era presentato da solo al “Città del Tricolore” e aveva assistito alla sfida contro il Savona, vinta dai granata, accanto al presidente Barilli. Ivan Luca Vavassori, in quei mesi, era un tifoso ormai assiduo dei granata.


«Spiace informarvi – - si leggeva nel primo pomeriggio di ieri in una storia sul profilo Instagram del ragazzo, che si fa chiamare “guerriero del Signore” – che questa notte, durante la ritirata di alcuni uomini feriti da un attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall’esercito russo. In uno di questi probabilmente c'era Ivan con il quarto reggimento. Stiamo provando a fare il meglio per capire se ci sono sopravvissuti e il loro nome. Vi informeremo dai profili Instagram e Facebook di Ivan, i due che ci ha lasciato».

Poi, poche ore dopo, un nuovo messaggio, per dire che nella “squadra” di Vavassori ci sono cinque morti e quattro feriti, ma non si conoscono al momento i nomi. «La squadra di Ivan è ancora viva, sta cercando di tornare – si legge –. Il problema è che è circondata dalle forze russe. La nostra miglior squadra sta provando a riportarli indietro ma non sappiamo il numero dei nemici e il tipo di truppe», aggiunge la “storia”.