A Montecchio un piazzale in centro dedicato alla Resistenza antifascista

Ieri il taglio del nastro. Dall’Anpi la testimonianza della lotta di quegli anni La vice sindaca: «Intitolazione doverosa in tempi in cui tuonano le bombe»

MONTECCHIO. Un piazzale dedicato alla Resistenza antifascista. È quello che è stato inaugurato ieri a Montecchio, a due passi dal centro storico e alle spalle della sede della polizia locale della Val d’Enza.

Al taglio del nastro erano presenti la vice sindaca Roberta Dieci, diverse autorità locali, i rappresentanti dell’Anpi di Montecchio, gli studenti della scuola secondaria Zannoni accompagnati da alcuni insegnati. Sono stati proprio i rappresentanti dell’Anpi nel loro intervento a ricordare ai giovani «il valore della Resistenza che nacque dopo l’8 settembre 1943, in parte in modo spontaneo, in parte per l’impegno dei partiti antifascisti, un movimento che si è trovato difronte tantissimi nemici da combattere. In sostanza, un movimento di popolo: operai e imprenditori, partigiani e militari, donne e contadini, intellettuali e artigiani, religiosi e ebrei, si unirono e combatterono nella Resistenza per riscattare l’onore d’Italia. Così la Resistenza è diventata di tutti, di tutti noi».


Poi la parola l’ha preso la vice sindaca. «Oggi – ha detto – andiamo ufficialmente a dedicare un luogo della nostra città alla Resistenza. La Resistenza intesa come movimento politico e militare, non solo italiana, riconosce il contributo di pensiero e di lotta negli anni dal 1943 al 1945 e riconosce una plurima composizione politica e di idee: comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici. All’interno di questa area di pensiero e di lotta nasce la nostra assemblea costituente e quindi viene estesa ed elaborata la nostra splendida Costituzione». «Anche Montecchio come tutto il nostro territorio ha partecipato a questo movimento e ha contribuito anche, purtroppo, in termini di giovani vite umane, a costruire quest’area di pensiero e di lotta che ci ha donato la libertà dal totalitarismo nazi-fascista e ripeto la stesura della Costituzione repubblicana – ha sottolineato –. Avere una piazza che celebra e ricorda con un cippo queste persone, questi eventi, è non solo doveroso, ma motivo di orgoglio cittadino. Questo soprattutto in un momento in cui all’interno di una Europa dove ancora è vivo il ricordo di eventi bellici drammatici della seconda guerra mondiale, sono ripresi a tuonare bombe e cannoni, morte e odio. Una scellerata decisione ha tornato ad attualizzare il pensiero di resistere alla violenza e al sopruso». «Voglia questa stele ricordare a tutti coloro che di qui transitano, che le vite e il sacrificio di questi concittadini noi le onoriamo se avremo la forza di difendere quotidianamente la libertà e la pace. Libertà e pace devono viaggiare strettamente uniti se non vogliamo togliere il sogno del futuro alle giovani generazioni. A loro il testimone sempre attuale della Resistenza» ha concluso Dieci. Infine gli studenti delle classi hanno letto diversi brani sulla Resistenza.


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