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Il corteo Vaisakhi colora Novellara dopo due anni di stop per la pandemia

Per il popolo Sikh è la festa che celebra l’inizio del raccolto Oltre 15mila indiani sono arrivati anche da fuori provincia

NOVELLARA. Erano oltre 15mila, stando ai dati forniti dagli organizzatori, i partecipanti Sikh al corteo Vaisakhi che ieri pomeriggio ha “invaso” le strade di Novellara.

Era davvero tanta la voglia di partecipare alla tradizionale manifestazione comunitaria di fede, dopo i due anni di stop forzato dalla pandemia. E il popolo Sikh ha risposto in massa, raggiungendo il paese della Bassa fin dalla mattinata, in una giornata nuvolosa, ma mite. Una festa di canti sacri, musica tradizionale, colori sgargianti, e devozione. La ricorrenza religiosa segna l’inizio del raccolto, oltre che il nuovo anno solare.


In tanti fedeli hanno potuto vedere, per la prima volta, i nuovi locali inaugurati in occasione del Vaisakhi, che hanno raddoppiato sia la superficie per la preghiera che lo spazio per il pranzo comunitario. Partito alle ore 14 dal tempio Gurdwara Singh Sabha in via Bandini, il corteo ha attraversato una zona di campagna denominata “Galvagnina” per poi inoltrarsi nel centro storico di Novellara, arrivare in Piazza Unità d’Italia e in Piazzale Marconi, davanti alla rocca gonzaghesca, sede del municipio. La processione si è aperta come da rituale, con fedeli a spazzolare la strada e un carro botte trainato da un trattore che ha sparso acqua per pulire simbolicamente la strada, prima del passaggio del corteo. Dietro sono stati lanciati petali di fiore alla numerosa folla ai lati della strada. Poi a seguire cinque Sikh a piedi nudi in uniforme sacra con sciabola che rappresentano la figura religiosa dei “cinque devoti”. E infine il carro più importante, quello che trasporta il libro sacro e il sacerdote Granthi, seguito da un carro dove vengono recitate preghiere cantate e musicate, diffuse con l’altoparlante. E poi, dietro, la marea umana lunga alcuni chilometri con migliaia di persone di tutte le età e tanti bambini vestiti con abiti tradizionali da cerimonia.

Alcuni giovani lungo il corteo si sono esibiti con danze e hanno fatto dimostrazioni di arti marziali. Molti hanno affrontato il percorso a piedi scalzi. In tanti novellaresi, alle finestre delle loro case e lungo le strade, hanno seguito il corteo.

Tante anche le autorità che hanno presenziato all’evento. Come il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, la sindaca di Novellara Elena Carletti e le consigliere regionali Stefania Bondavalli e Roberta Mori, rappresentanti dello Stato il questore Giuseppe Ferrari e il prefetto Iolanda Rolli e vertici delle forze dell’ordine, il tenente colonnello comandante della compagnia di Guastalla Luigi Regni e il capo del nucleo di controllo dei reati economici della guardia di finanza provinciale Raimondo Rega.

Dopo il ritorno del corteo al tempio, gli esponenti politici hanno tenuto un comizio. I responsabili del tempio Sikh hanno confermato che dovrebbe arrivare a breve la risposta da parte del Ministero dell’Interno relativamente all’istruttoria che riguarda l’eventuale riconoscimento giuridico della loro religione da parte dello Stato italiano. Durante il corteo, numerose bandiere inneggiavano al “Khalistan”, in riferimento al nome che prenderebbe il Punjabi, regione di provenienza dei Sikh, nel caso diventasse indipendente dall’India.

Esiste, infatti, un movimento separatista Sikh storico che ha organizzato anche un referendum informale, non riconosciuto dall’India, per chiedere ai Sikh se sarebbero d’accordo sull’indipendenza del Punjabi dall’India. L’esito è atteso a breve.

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