Correggio, gli ex ragazzi dell'Einaudi tornano in gita a Firenze 43 anni dopo

La V B dell’allora Ragioneria ha fatto il bis ripetendo il viaggio fatto nel 1979. Sulla maglietta la foto d’epoca con i colori seppiati

CORREGGIO. Firenze, Istituto Luigi Einaudi di Correggio, gita di classe dell’anno 1979. I toni seppiati oggi non sembrano nemmeno più reali, se non frutto di qualche stratagemma creato da qualche filtro Instagram. Eppure c’è stato un tempo in cui le macchine erano a rullino, in cui c’era la foto di classe, per la quale ci si cercava di dare per lo meno una sistemata, di aggiustarsi i capelli, di mettersi il vestito buono e di non apparire con gli occhi chiusi. Perché c’era solo un’unica chance per poter venire bene in foto, ed era in quel fatidico istante scandito dal clic. Ed è stato così anche in quel giorno di maggio del 1979.
 
La quinta ragioneria al completo, così come allora si chiamava, incisa per sempre in una foto color seppia, conservata per tantissimi anni in qualche cassetto dei ricordi, di qualche madre collezionatrice, e da cui, tra gli altri spiccavano Umberta Bernini, per tutti Betty, occhialoni iconici e frangia riccia, Lorella Bonacini con un gonnellone floreale in tipico stile anni Settanta, Saura Frambolli, sguardo fiero, deciso, incorniciato da una camicia di sartoria maschile, Angela Massari, cardigan a righe orizzontale e camperos in suede, Patrizia Ottolini, frangetta e gonnellone gitano, lo stesso stile che molti anni dopo avrebbe rivisto nell’immagine di sua figlia, Rossana Sberveglieri, con i suoi occhioni scuri, Manuela Terzi, con il suo solito sorriso indimenticabile, così gioioso che pare quasi una risata, Simona Crema, minuta e riservata, avvolta nel suo cardigan e con i suoi bei capelli ricci, Fabio Macchioni, pantalone a zampa e acconciatura rubata a qualche nota boyband degli anni ’70, Gino Bondavalli, sguardo intenso e taglio di capelli ribelle e Marcello Vezzani...
 
Quanto si può evincere da un istante bloccato nel tempo, a distanza di oltre 40 anni, quanti mondi, quanta storia. Eppure gli occhi buoni, i sorrisi autentici, i tipici caratteri eterni del secchione, del ribelle, del timido, del creativo, del riservato, dell’idealista, del poeta, dell’eterno innamorato o dello spezza cuori, beh quelli esistono da sempre ed esisteranno per sempre. Chissà se li hanno trovati ancora, quegli stessi caratteri, quei ragazzi della V B, quando sabato scorso, dopo 43 anni, si sono ritrovati per tornare in gita a Firenze, che nel 1979 li vide protagonisti, diciottenni, per quell’ultima, per alcuni addirittura unica, gita della carriera scolastica. Cresciuti, ma mai invecchiati, soprattutto in nome di un’amicizia che ha sfidato la linea del tempo.
 
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