Casalgrande, per la nuova Cra manca ormai poco: «Apertura prevista per maggio-giugno»

Se ne è parlato in un incontro tra Comune e sindacati. Miselli: «Impegno comune per rafforzare l’assistenza»

CASALGRANDE. Aprirà fra maggio e giugno la nuova Casa residenza per anziani di via Zacconi a Casalgrande Alto, la vasta struttura da oltre tremila metri quadrati con un’ottantina di posti letto e un’ala dedicata alle persone alle prese con i sintomi di demenze. Di proprietà comunale, verrà poi gestita da Coopelios. Del complesso per anziani si è parlato giovedì 7 aprile in municipio durante un incontro tra il vicesindaco Silvia Miselli e i rappresentanti dei sindacati, incentrato sul bilancio 2022: alla presentazione del documento di programmazione economica dell’ente, le sigle sindacali avevano lamentato il loro mancato coinvolgimento; l’amministrazione si era scusata e questo momento di confronto è arrivato a formalizzare la ricucitura.

Oltre a Silvia Miselli, erano presenti Andrea Costi della Cgil, Loris Cattani dello Spi Cgil, Francesco Bini della Cisl e Margherita Salvioli Fnp Cisl. Al gruppo si è unito anche il sindaco Giuseppe Daviddi, che durante le riflessioni sul welfare e sugli interventi sul sociale ha annunciato le tempistiche della parte delle attività della residenza, ritenuta fondamentale anche dai sindacati per dare risposta alle esigenze di una popolazione che vede una forte crescita di anziani.


«L’apertura della struttura è prevista per maggio-giugno, salvo imprevisti. In particolare, tutti hanno convenuto che, in prospettiva, l’obiettivo è quello di aumentare significativamente i posti in convenzione», spiega la Miselli. «Sindacati e amministrazione hanno inoltre condiviso l’obiettivo di un impegno comune per rafforzare le politiche nell’ambito dell’assistenza agli anziani, con l’idea di condividere proposte innovative e best practices su questo argomento».

Si parla di una delle principali opere pubbliche per il Comune sul Secchia, giunta a conclusione dopo un cammino complesso, partito tre mandati amministrativi fa e segnato da tensioni politiche, problemi logistici e interruzioni dovute a questioni burocratici. I lavori sono ripresi nel 2020 dopo una serie di problemi con la ditta esecutrice cui era stato affidato in origine l’incarico; già nel 2021 gran parte degli edifici era stata completata, con ambienti ariosi su più piani, e al momento mancano principalmente i dettagli sulle finiture e sulle sezioni interne del gruppo di palazzine. I vari slittamenti hanno quantomeno permesso di adeguare alcuni aspetti alle esigenze che l’emergenza Covid ha fatto emergere a livello globale.

Gli oltre ottanta posti letto sono spalmati in più di 3.200 metri quadri, con ambienti pensati per far fronte a contagi e altre situazioni di emergenza sanitaria, con reparti isolati sia dal punto di vista impiantistico che di aerazione.



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