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Viano, morso da una vipera muore un cane che era a passeggio con i padroni

È avvenuto a Ca’ Bertacchi: il Rifugio Matildico si è mobilitato ma purtroppo la corsa dal veterinario Baracchi è stata inutile

VIANO. Una passeggiata nella natura si è trasformata in dramma per i padroni di un cane.

L’animale, infatti, è stato morso da una vipera ed è morto rapidamente, nonostante la corsa dei padroni dal veterinario. L’episodio è avvenuto a Ca’ Bertacchi di Viano. Una coppia di Reggio Emilia stava passeggiando lungo un sentiero Cai quando ha sentito guaire il cane.


Nei pressi dell’animale è stata vista una vipera allontanarsi tra i cespugli.

I due reggiani hanno subito lanciato l’allarme al 118, che ha poi dirottato la chiamata sul Rifugio Matildico di San Polo, che si occupa di animali selvatici, ma che si è prestato per dare una mano. «Abbiamo chiesto di portare il cane dal direttore sanitario del nostro centro, il veterinario Oscar Baracchi di Bibbiano. Purtroppo, però, per l’animale non c’è stato nulla da fare, anche se gli è stato praticato il massaggio cardiaco», spiega Ivano Chiapponi del Rifugio Matildico.

Il veleno della vipera ha agito molto rapidamente e il cane non dava più segni di vita già quando è stato caricato in auto.

«In questo periodo le vipere escono anche in vista dell’accoppiamento – dice Chiapponi –. Però non c’è ancora abbastanza caldo e, dunque, non sono molto attive: stanno ferme. Il cane potrebbe averla pestata».

Nella nostra provincia, come nel resto d’Italia, è presente la vipera comune.

Il rettile è diffuso in modo prevalente nel distretto appenninico e in alcuni settori della pianura padana.

La vipera è stata segnalata anche a 2000 metri di altitudine, anche se la fascia che evidenzia la maggiore presenza è quella tra i 600 e i 900 metri (la notizia è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna dedicato alla fauna del Parco nazionale dell’Appennino tosco-rmiliano). Fra gli habitat preferenziali della vipera vi sono quelli forestali. Un’alta frequenza dei rilevamenti si riscontra anche in habitat antropici, come radure e aree urbane. In quest’ultimo caso sono stati rilevati numerosi casi di presenze in giardini e parchi di ville nella pianura padana.

Il caso di cani morsi da vipere sono ampiamente documentati e l’esito non è sempre mortale.

«Quando la vipera morde, inietta un veleno che può provocare una reazione più o meno violenta: dipende dalla quantità di veleno, a volte non ne viene iniettato e a volte invece è molto. Il veleno di vipera provoca necrosi muscolare e coagulopatia», si legge sul sito internet di AniCura, una famiglia di ospedali e cliniche veterinarie specializzate nella cura degli animali da compagnia.

«Che cosa si può fare? – si legge sempre sul sito di AniCura –. La prima cosa da fare è tenere il cane fermo e a riposo, così il veleno si diffonde meno rapidamente. Se il cane è piccolo, lo si può portare in braccio e, se possibile, anche i cani grandi non dovrebbero camminare. Non bisogna applicare ghiaccio e nemmeno un laccio emostatico. Dopo di che, bisogna arrivare il più presto possibile dal veterinario».

Nel caso di Viano, purtroppo, il morso non ha lasciato scampo all’animale.



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