Imprenditore agricolo assolda due picchiatori per vendicarsi del truffatore 

Reggio Emilia: un 58enne di Piacenza gli ha pagato sei forme di Parmigiano Reggiano, del valore di circa seimila euro, con un assegno scoperto. Per punirlo, il mandante e i due esecutori si sono presentati a casa sua spacciandosi per carabinieri  e lo hanno picchiato con un bastone e rapinato dell'auto, del telefono e del portafogli

SAN POLO D'ENZA. Un imprenditore agricolo reggiano di 54 anni, raggirato da un cliente piacentino di 58 anni (poi denunciato dai carabinieri per truffa) che lo ha pagato con un assegno scoperto, ha ingaggiato due complici per farsi giustizia da solo.

All’una di notte, insieme agli altri due reggiani di 50 e 59 anni, il proprietario dell'azienda agricola si è presentato a casa del truffatore, in un comune del Piacentino, e si sono spacciati per carabinieri per farsi aprire la porta. Una volta in casa, lo hanno picchiato ferocemente,  colpendolo più volte con un bastone, poi lo hanno rapinato del telefono, del portafoglio e dell'auto.

Un pestaggio in piena regola, costato al pregiudicato truffatore una prognosi di trenta giorni e a seguito del quale ha riportato un’invalidità che una perizia ha quantificato nel 25%.

Le indagini dei carabinieri hanno rivelato che la spedizione punitiva era partita da Reggio: il 58enne piacentino infatti ha comprato sei forme di Parmigiano Reggiano in una azienda agricola reggiana, per un valore di circa 6mila euro, pagandole con un assegno scoperto e per questo è stato denunciato per truffa.

 Ma i carabinieri non si sono fermati e indagando sul proprietario dell'azienda agricola truffata dal piacentino, un 53enne reggiano, sono risaliti ai due assoldati dall'agricoltore per la spedizione punitiva: un 50enne e un 58enne reggiani. 

I tre sono stati quindi denunciati per concorso in rapina aggravata e concorso in tentata estorsione aggravata. Quindi l’iter processuale, con il 50enne Massimo Montanari _ uno dei due assoldati _  che in primo grado è stato condannato  alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento di 1.200 euro e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. La sentenza, confermata nell’ottobre del 2020 dalla Corte d’Appello di Bologna, è divenuta esecutiva il 29.10.2021. L’esecutività della sentenza ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura  della Repubblica presso il tribunale di Piacenza emettere, il primo aprile scorso, il provvedimento di esecuzione per la carcerazione del 50enne, che venerdì sera è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di San Polo, poi accompagnato in carcere.