Reggio Emilia, l’istituto “Peri” si mobilita per accogliere i musicisti ucraini

Sono stati inseriti una famiglia, una pianista e una flautista «Pronti per dodici persone che arriveranno da Kharkov» 

REGGIO EMILIA. Ancora una volta la musica è chiamata ad unire le persone. In linea con il progetto nazionale d’accoglienza dei profughi, in particolare degli studenti provenienti dall’Ucraina, anche l’Istituto Musicale “Peri” sta mettendo a punto un intervento per mettere a disposizione fondi, borse di studio e altre forme di assistenza per accogliere nella scuola e far proseguire il percorso di studi ai ragazzi costretti a scappare dalla loro terra.

«All’interno de nostro istituto – commenta il presidente, Armando Sternieri – si avverte la responsabilità di dare un supporto concreto a quei giovani musicisti. Perciò abbiamo già attivato un progetto con il Consolato Italiano in Ucraina, nella persona di Sergio Nicolaci, e il Comune di Reggio per accogliere per lo studio e la residenza, attraverso delle borse di studio, alcuni ragazzi ma anche i docenti con “borse di ricerca”. Per ora abbiamo preso in carica una famiglia di tre musicisti: padre, madre e figlia che si sono trasferiti da Vignola nella nostra città per poter frequentare la scuola. La madre è pianista, il padre è stato prima tromba dell’Orchestra del Teatro di Odessa e la figlia violinista sta andando a lezione da Alessandro Ferrari. Sono in Italia sulla scia del figlio, anch’egli musicista che in passato aveva collaborato con l’orchestra dall’Accademia di Santa Cecilia. Per loro siamo anche riusciti ad avere un alloggio fornito da un privato in centro».


Oltre alla famiglia è stata accolta una giovane pianista, anche lei già inserita nel corso di studi e una piccola flautista introdotta nel “Progetto Sincronia” istituito per i più giovani nella sede del “Merulo” di Castelnovo Monti. «Queste persone sono venute in Italia sfruttando contatti già in corso – puntualizza Sternieri – Tuttavia è imminente l’arrivo di dodici persone da Kharkov con viaggio organizzato dal console italiano. Arriveranno a Reggio nei prossimi giorni e intanto stiamo completando tutte le procedure organizzative alquanto complesse. Stiamo attivando una serie di rapporti per far sì che oltre alla scuola e all’abitazione (saranno all’ostello della gioventù) queste persone abbiano la tutela sanitaria e psicologica e ogni tipo di consulenza utile, viste che dall’oggi al domani vengono catapultate in una realtà nuova dopo aver abbandonato tragicamente la propria terra. Come scuola, oltre a garantire loro la continuità formativa inserendoli nei percorsi didattici, siamo convinti che questi progetti di solidarietà siano un arricchimento anche per noi: ne possono trarre beneficio i nostri studenti poiché si creano legami con altri saperi, nella consapevolezza che l’Ucraina è una delle nazioni più ricche ed interessanti come tradizione musicale colta e popolare».

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