Montecchio, la pm Salvi contro Fabbiani chiede sei nuove deposizioni

Al vaglio della Corte anche le modifiche su due accuse all’ex vicecomandante Nel mirino l’affitto in nero di un appartamento e un sesto agente maltrattato

MONTECCHIO. Udienza breve ieri – circa mezz’ora – ma tutta votata all’attacco da parte della pm Valentina Salvi nel processo focalizzato sullo scandalo che nel 2018 ha travolto la polizia locale dell’Unione Val d’Enza.

Il magistrato inquirente infatti, alla luce delle deposizioni sin qui avvenute, mette nel mirino l’ex vicecomandante Tito Fabbiani chiedendo al collegio giudicante (presieduto da Cristina Beretti) alcune modifiche in due capi d’imputazione che riguardano solamente il principale imputato di questo procedimento.


Ma non solo, perché la pm Salvi vuole sentire sei nuovi testimoni i cui nomi sono stati indicati nelle precedenti deposizioni in aula perché avrebbero assistito a maltrattamenti da parte di Fabbiani ai cinque vigili costituitisi parte civile tramite gli avvocati Ernesto D’Andrea e Franco Mazza.

Relativamente alle imputazioni cambiate dalla pm Salvi, si parte dall’accusa a Fabbiani di induzione indebita a dare o promettere utilità. Inizialmente per gli inquirenti l’allora vicecomandante, abusando della sua qualità e dei suoi poteri, avrebbe indotto per nove anni (2009-2018) Stefano Saccheggiani a mettere a disposizione un appartamento a San Polo (di proprietà della moglie) ma non pagandogli l’affitto. Ora, sulla base delle testimonianze emerse a processo, Fabbiani avrebbe invece pagato un canone di 300 euro, cioè un prezzo molto inferiore a quello di mercato per un appartamento simile; inoltre, quei soldi sarebbero stati versati in nero perché non sarebbe mai stato stilato un regolare contratto d’affitto.

Poi, sull’accusa di maltrattamenti, la pm Savi ha aggiunto due aggravanti (l’aver commesso il fatto con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione; l’aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di un pubblico servizio) ma anche viene inserito un sesto vigile che avrebbe subìto vessazioni psicologiche da Fabbiani. Pure questo nuovo agente che sarebbe stato maltrattato, viene desunto dal magistrato inquirente all’esito delle testimonianze sin qui rese in udienze. Nello specifico, Fabbiani avrebbe denigrato sistematicamente il vigile con frasi umilianti anche alla presenza della moglie (collega dell’agente sotto pressione), minacciando procedimenti disciplinari, punendolo con turni pesanti, impedendogli di accedere al comando per i bisogni fisiologici durante un intero turno pomeridiano.

Ora queste richieste della rappresentante dell’accusa saranno vagliate nella prossima udienza dalle parti in causa (con proprie valutazioni) e infine dalla Corte che si esprimerà sull’ammissibilità o meno delle modifiche nei capi d’imputazione e sulla richiesta di sei nuove deposizioni. Tutto ciò avverrà in aula il 13 maggio.



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