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Un correggese di 27 anni pesca una carpa di 19 chili in un canale di Reggiolo

L'impresa è riuscita a Riccardo Catelani che lavora nella zona industriale di Mancasale e una volta a settimana va a pescare nelle bonifiche della Bassa

CORREGGIO. Non credeva ai suoi occhi Riccardo Catelani e, soprattutto, alle sue braccia, che hanno “lottato” per più di dieci minuti con quel pesce, quando ha visto uscire dall’acqua una carpa di una ventina di chili, per la precisione 19,1 chilogrammi.

Basta guardare le dimensioni del pesce, nella fotografia-cimelio scattata dal compagno di pesca, prima che l’enorme pesce venisse messo di nuovo in acqua, per capire l’eccezionalità della pescata.


Catelani, operaio correggese di 27 anni, che lavora nella zona industriale di Mancasale, martedì pomeriggio dopo il turno di lavoro è andato con un amico – «come faccio sempre, due volte alla settimana» – in un canale di bonifica nella zona di Reggiolo.

«Siamo appassionati di “carpfishing”, la pesca alla carpa, che pratico con due canne. Avevo tre chicchi di mais attaccati all’amo, si pesca a fondo con un avvisatore che suona quando il pesce abbocca».

Martedì, più che un avvisatore, sembrava una vera e propria sirena da quanto la carpa, una volta rimasta agganciata alla lenza, ha cominciato a fuggire all’impazzata: «Le avrò dato anche un centinaio di metri di filo – aggiunge Catelani –, quasi non la vedevo più. Poi, piano piano, ho cominciato a riportarla verso riva e alla fine, grazie anche al mio compagno di pesca che mi ha aiutato con il guadino, siamo riusciti a farla uscire dall’acqua».

È una cosa rarissima trovare un esemplare di carpa di questa taglia, come ha confermato allo stesso Catelani una guardia forestale della nostra provincia: «Dopo anni di bracconaggi (ed è per questo che non vi ho detto con precisione dove l’ho pescata) e tanto impegno da parte delle nostre guardie ittiche, anche questi esemplari sono tornati a nuotare nei nostri canali», prosegue Catelani che tiene a sottolineare come, dopo aver pescato la carpa gigante, l’ha presa letteralmente in braccio solo per farsi scattare la fotografia, prima di liberarla immediatamente nell’acqua da dove l’aveva tirata fuori. «È la prima volta che pesco un pesce di queste dimensioni, è stata una grande emozione. Mangiarla? Non si può, e non ci ho mai pensato a portarla a casa: chi, come me, pratica il “carpfishing”, ama i pesci e non farebbe nulla per far loro del male».



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