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Stazione Mediopadana, parcheggi “storici” off limits. Dal 13 aprile scatterà la rimozione

Dopo l’inaugurazione dell’area da 1.400 stalli il P1, P2 e P3 chiusi per cantiere. Ieri nel maxi piazzale presenti tanti steward per informare i reggiani sulle novità

REGGIO EMILIA. I reggiani che hanno lasciato l’auto nei parcheggi P1, P2 e P3 della stazione Mediopadana (quelli “storici” davanti all’ingresso principale) sono avvisati: come recitano i cartelli l’area è chiusa da ieri (è stata transennata e sigillata da new jersey) e c’è tempo fino al 13 aprile per spostare la propria macchina.

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Chi non provvederà entro mercoledì prossimo si ritroverà una sgradita sorpresa: insieme alle sanzioni scatteranno le rimozioni, con i conseguenti costi per il carro attrezzi. È una conseguenza dell’inaugurazione della nuova area sosta (i parcheggi P4, P5 e P6) avvenuta, alla presenza di tante autorità, il 6 aprile scorso. Come da programma contestualmente al taglio del nastro e all’apertura della distesa di posti auto i parcheggi più vicini sono diventati off limits in vista del rifacimento migliorativo. Non è dato sapere se i proprietari dei veicoli ignorassero la novità o se siano partiti prima dell’apposizione dei cartelli (per legge 48 ore prima del provvedimento, quindi lunedì scorso): sta di fatto che i parcheggi storici, chiusi al pubblico e delimitati come cantiere, ieri mattina risultavano ancora pieni di auto.

A parte ciò la prima giornata di apertura della maxi area nuova di zecca alla stazione Alta Velocità è trascorsa tranquilla. Quattro multe per divieto di sosta – non nel parcheggio, bensì nello spazio prospiciente la fermata degli autobus e la corsia riservata ai taxi – sono state elevate dalla polizia municipale, presente alla Mediopadana per monitorare il comportamento dei cittadini e consentire di abituarsi all’assetto.



In aiuto dei disinformati è stato dispiegato un esercito di giovani addetti in pettorina gialla, arruolati dalla società Terminal One, che hanno dispensato consigli ai viaggiatori. Arrivando in auto dalla rotonda abbiamo trovato un primo steward. «Mi spiace ma quest’area è chiusa, sarà rifatta. Deve obbligatoriamente andare nei parcheggi P4, P5 e P6. La zona davanti all’ingresso? A suo rischio e pericolo, lì sono presenti gli agenti di polizia municipale e fanno spesso le multe». Abbiamo quindi tirato dritto, superato il sottopasso, percorso la semicurva: all’ingresso delle sbarre un’altra addetta ci ha allungato il depliant con i prezzi. «Vedo che ha il Telepass, quindi il pagamento sarà automatico. Se resta meno di dieci minuti è gratis. Corsia di sinistra».

All’interno la distesa da 1.400 stalli è parsa semivuota. Abbiamo lasciato l’auto sul lato più lontano (rispetto all’edificio della cassa in fondo) per verificare il tragitto a piedi. Sono bastati dieci minuti – per di più su corsie solo pedonali, pulite e ordinate – per arrivare ai varchi nella recinzione che danno accesso alle “onde”: qui i cartelli e un altro addetto hanno spiegato che per Napoli occorre salire sulla scala più vicina all’area sosta, mentre per Milano un passaggio porta dall’altra parte, alla scala per il binario opposto. La scomodità non è rappresentata dall’unica scala (non mobile e senza ascensore), bensì dal fatto che, poiché i nuovi parcheggi si sviluppano sulla destra rispetto all’ingresso della stazione, i viaggiatori vengono dirottati direttamente sui binari sopraelevati. Significa che se si desidera andare al bar, comprare un giornale o consultare i monitor delle partenze nella hall l’utente è costretto a circumnavigare e scendere al pianterreno oppure, se proveniente dal parcheggio, a superare la linea regionale che taglia in due la stazione, utilizzando il sottopasso non proprio agevole con le valige (ma qui gli ascensori sono funzionanti).

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