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Unahotels Reggio batte Bakken Bears 92-72 nella semifinale di ritorno di Fiba Europe Cup e accede alla finalissima

La gioia dopo la vittoria

REGGIO EMILIA. I superstiti che fecero l’impresa. E regalarono a Reggio la seconda finale europea della sua storia. È stata una serata perfetta, quella vissuta dalla Unahotels a Casalecchio contro i danesi del Bakken Bears: una partita dominata dal primo minuto, approdo alla finalissima di Fiba Europe Cup messo in ghiaccio già nel primo tempo, duemila spettatori a fornire una bella cartolina dal passato e, si spera, dal futuro senza più vincoli.

Tutto davvero molto bello, e i calcoli sparagnini sulla necessità di un successo con almeno 3 punti di scarto per ribaltare la sconfitta 74-72 rimediata in Danimarca sono svaniti nel vento. E visto che l’appetito vien mangiando, si inizia già a guardare all’ultimo atto, quello che metterà in palio la competizione contro la grande corazzata del torneo, i turchi del Bahcesehir College. La formula è sempre quella, con andata e ritorno, il 20 aprile in Italia e il 27 a Istanbul. Dopo una gara simile, non resta che porgere un inchino di ammirazione a un gruppo tosto e determinato, decimato dalle assenze (compresa quella della stella Olisevicius, che ora si proverà a recuperare per la finale) e spremuto dagli impegni ravvicinati.

Ancora una volta, i biancorossi sono riusciti a trovare energie e grinta e questa volta sono pure riusciti a sprigionarle dal principio, travolgendo il Bakken Bears e spezzando sul nascere ogni minimo tentativo di reazioni grazie a cattiveria e lucidità.

Aperta la forbice, tutto si è rivelato più semplice, il pallone ha girato leggero e le sofferenze offensive a difesa schierata viste di recente, anche all’andata, si sono disperse fra i cori dei quasi duemila presenti. In un trionfo simile, è giusto e bello, bellissimo, che a trascinare tutti quanti sia stata la grande guida Andrea Cinciarini, che all’intervallo aveva già in saccoccia 10 punti e 12 assist: metà del fatturato offensivo reggiano era roba sua, tanto per cambiare. Ha chiuso con 15 punti e 18, statistiche che lo mandano ancora più alto nella graduatoria dominata sin da ottobre, dall’avvio miglior passatore della Fiba Europe Cup. Un plauso va anche a chi, assieme a Cincia, ha tirato la carretta in questi mesi, a partire da un Hopkins tornato concreto dopo gli spettri dell’andata. La sua schiacciata per il 5-0 ha spiegato a tutti come sarebbe finita. Giù il cappello per gli altri titolari fissi e indispensabili, i lottatori Johnson e Strautins, e menzione di merito per un Larson preciso dall’arco in avvio. Per Colombo e il baby Carta, c’è poi la soddisfazione per l’esordio in coppa. Quell’avvio in cui tutto si è deciso.

Reggio ha azzannato dal primo secondo, una tripla di Larson e la roboante conclusione al ferro di Hopkins hanno spedito sul 5-0 al 1’ e da lì nessuno si è voltato indietro. Il bisturi di Cincia ha tranciato il quarto, con una bomba e due assist per altri due cesti dall’arco di Hopkins e Strautins per il 14-6 al 4’. E mentre i danesi litigavano con il ferro, sotto il pressing reggiano, di là non si sbagliava nulla. L’ennesima bomba, questa volta cortesia di Baldi Rossi, ha mandato al 27-29 all’8’ e sempre l’ala ha sigillato il periodo sul 31-10. La partita è finità lì, in pratica, ogni timido tentativo di rimonta danese spento sul nascere dalla spietata regia di Cinciarini, sempre perfetto a trovare l’uomo libero, e da una difesa capace di non calare mai di tono. 30’ di cori e applausi, c’è di peggio.