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Reggio Emilia in chiaroscuro: l’economia si riprende ma la società soffre

L’export vola, il Pil recupera dopo il crollo del 2020, aumenta il reddito familiare Prosegue il calo demografico e la fuga all’estero dei giovani. Cresce il risentimento

Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Il sistema imprenditoriale tiene, l’export vola, ma la società nel suo complesso mostra segni di sofferenza.


L’economia ha compiuto un grande rimbalzo, dopo l’anno nero del 2020, ma la pandemia ha lasciato ferite rilevanti perché ha accresciuto il risentimento e provocato un ulteriore distacco dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche. Si registra, inoltre, un ulteriore aumento del disagio giovanile e della solitudine tra gli anziani.

Sono alcuni degli elementi che emergono dal decimo rapporto sulla Coesione sociale della nostra provincia, curato dal sociologo Gino Mazzoli e realizzato con il contributo della Fondazione Manodori e del Comune. Il documento è stato presentato ieri dal commissario straordinario per la Camera di commercio Stefano Landi, Mazzoli, il sindaco di Reggio Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giorgio Zanni.

Nel 2021 il Pil provinciale è cresciuto dell’8% (era calato dell’8.4% nel 2020), mentre la disoccupazione è scesa al 4.3%. Il reddito delle famiglie è cresciuto del 5,2%. Inoltre il numero di ore di cassa integrazione utilizzato si è più che dimezzato.

Il dato più indicativo della capacità reattiva del nostro sistema produttivo è quello dell’aumento del numero di imprese dopo un decennio di costante calo.

L’aumento dell’export è stato pari a 11.6 miliardi (+21%) superando anche il dato del 2019 (solo il 3%, pari a 312 milioni di euro, riguarda esportazioni verso Russia e Ucraina).

Chi è intervenuto alla presentazione di ieri è concorde nel sottolineare che «i positivi dati fatti segnare nel 2021 potrebbero essere spazzati via dalla nuova emergenza legata alla guerra in Ucraina e alla forte impennata del costo per l’energia e per le materie prime».

Il rapporto conferma la flessione del saldo demografico (-0.6%) pari a 2.947 abitanti in meno, come nel 2020. Un dato provocato «dal calo delle nascite, da una diminuzione dell’immigrazione e un aumento dei decessi legati al Covid».

Nel 2021 si è però registrato un fenomeno nuovo: quello di un aumento di abitanti in tre comuni montani, Casina, Viano ( +0,9%) e Canossa (+0,6%). Una crescita, ha detto Mazzoli, legata «al bonus 110%, ma anche allo smart working e agli effetti del Covid».

Il rapporto conferma l’invecchiamento dei reggiani e l’aumento delle famiglie composte da una sola persona (36% in provincia e 43% in città).

Continua a manifestarsi la scelta dei giovani a lasciare Reggio per l’estero. Un dato che va messo a confronto con un altro elemento che arriva dalle imprese e secondo le quali il 41% delle offerte di lavoro, molte delle quali per figure specializzate, non trova risposta. Una percentuale più alta rispetto alla regione (36.3%) e a quella nazionale (32.2%).

Su questo aspetto, le offerte di lavoro che non trovano risposta e l’emigrazione dei giovani all’estero, va aperta una riflessione sul fatto che forse le nuove generazioni cercano non solo remunerazioni più alte, ma anche prospettive di crescita che non sempre trovano.

Per quanto riguarda il disagio psichico, emerge che le ripercussioni più grosse si sono avute in chi non era già utente dei servizi psichiatrici, come se il Covid avesse slatentizzato problemi quiescenti. Solo il 25% degli utenti dei servizi Ausl ha disturbi gravi: per il 75% si tratta di disturbi di adattamento a situazione nuove.

I servizi sociali hanno registrato durante la pandemia casi di adolescenti in difficoltà psicologiche (problema segnalato anche dalle scuole) e separazioni conflittuali già presenti prima, ma aumentate per la costrizione a vivere vicini.

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