A Reggio Emilia tre progetti di welfare rivolti ai più fragili

Al centro del bando da 250mila euro: adolescenti asociali,  volontari per over 65 e condivisione degli spazi pubblici 

REGGIO EMILIA. Il bando Esc, promosso dalla Fondazione Manodori, è teso a sperimentare modelli innovativi di servizi alla persona, a partire dai bisogni dei più fragili.

Esc è nato da momenti di confronto tra la Fondazione Manodori e i principali referenti di enti pubblici ed organizzazioni di welfare, educazione, salute pubblica, mondo imprenditoriale e sindacale. Da questi incontri sono nati laboratori di confronto, realizzati con il supporto della Fondazione E35, che hanno coinvolto 57 realtà operanti sul nostro territorio. Il percorso ha delineato tre progetti rivolti alla fasce sociali più deboli che verranno realizzati nei prossimi mesi a Reggio Emilia e in tutta la provincia, per un investimento totale di 250mila euro.


Un progetto, in particolare, è rivolto ai giovani che, soprattutto in seguito all’isolamento generato dalla pandemia, sembrano aver “perso l’abitudine” ai rapporti sociali a favore di modalità digitali. Il percorso è rivolto ad adolescenti dagli 11 ai 19 anni e coinvolgerà una rete di supporto formata da altri giovani e da educatori. I ragazzi verranno coinvolti in diverse attività e avranno parte attiva istituti scolastici di Reggio, Quattro Castella, Guastalla e Val d’Enza.

Isolamento e solitudine vengono vissuti anche da persone anziane che potranno avere un aiuto ulteriore da interventi domiciliari specifici e opportunità di socializzazione. Il secondo progetto si propone di individuare e formare operatori di comunità e volontari per fornire cura, assistenza, momenti di svago alla popolazione over 65 anni. Si partirà da una mappatura dei servizi per verificare le necessità. L’intervento verrà realizzato su tutto il territorio reggiano ed oltre al Comune di Reggio vi partecipano i comuni dell’alto crinale Appennino reggiano, l’Unione comuni pianura e Bassa reggiana.

Il terzo progetto vuole riattivare la dimensione della socialità e della condivisione dei luoghi, degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Partendo da un’analisi del contesto, si interverrà su quattro aree urbane di Reggio Emilia e in ognuna si cercherà di adeguare le proposte alla realtà esistente e alle necessità prioritarie. Nell’area sud, quartiere Fenulli e Compagnoni, verranno aperti uno sportello sociale e un portierato di quartiere e sono previste occasioni di animazione e di attività in comune. A nord, Santa Croce e Mancasale, è nata l’idea di un laboratorio teatrale rivolto ai residenti. Nei quartieri Don Pasquino Borghi, Campo di Marte Venezia ad Est gli adolescenti saranno coinvolti nell’allestimento di una mostra, nella presentazione di fotografie della zona e dei suoi abitanti, video interviste, pod-cast ed altri media digitali. Nei centri sociali di Carrozzone ed Orologio nell’area Ovest verranno avviati nuovi servizi ed opportunità di scambio e di crescita per la comunità, valorizzando le collaborazioni esistenti.

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