Ventasso, la montagna piange Franco Correggi

È stato a lungo presidente della Croce Verde Alto Appennino Domani il funerale del 66enne nella sua Cervarezza 

VENTASSO. Una persona speciale, attenta, generosa, sempre impegnato per gli altri. Nelle prime ore di ieri la montagna reggiana ha subito un lutto dolorosissimo: la morte del 66enne Franco Correggi di Cervarezza, conosciutissimo in tutto il Crinale, e non solo, come presidente della Croce Verde Alto Appennino, di cui era stato fra i fondatori, e come funzionario del Comune di Busana.

Una figura tanto nota quanto stimata per il suo impegno costante, spesso condiviso con la moglie Daniela Pedrini, pure lei volontaria di lunga data, oltre che operatrice nei Comuni della zona e, nello scorso decennio, impegnata come sindaco di Busana prima della fusione che ha portato alla nascita del Comune di Ventasso.


Dopo essere andato in pensione, si era dedicato a tempo pieno alla pubblica assistenza e al ruolo di nonno, per poi lasciare gli impegni associativi nel 2021, quando la malattia nel frattempo emersa aveva iniziato a incidere pesantemente sulla sua salute. Negli ultimi mesi il progressivo peggioramento, nonostante le terapie, sino al decesso avvenuto in ospedale nella mattinata di ieri.

Franco lascia Daniela, i figli Luca e Davide con le nuore e i quattro amatissimi nipotini, la madre Anna. Il funerale si terrà domani pomeriggio, domenica 3 aprile, alle 15.30 alla chiesa di Cervarezza, il paese in cui era nato e in cui la sua famiglia vive da tante generazioni. Al termine della funzione religiosa, si proseguirà sino al cimitero locale per la sepoltura.

IL vasto CORDOGLIO

La perdita è davvero pesante per l’Appennino. Le centinaia di omaggi e di pensieri dolenti, nelle piazze come sulle sempre attive bacheche digitali, lo confermano. L’intero mondo del volontariato reggiano piange Correggi, al quale si deve la crescita e la permanenza della Croce Verde in un territorio enorme come quello del Crinale, con servizi che da Miscoso e il confine con l’Enza arrivavano sino a Ligonchio e alla Garfagnana, coprendo i territori di Ramiseto, Collagna, Busana e Ligonchio. Un’area vastissima e poco abitata, in cui un servizio efficiente di emergenza-urgenza è quantomai prezioso e difficile da mantenere, per scarsità di risorse e volontari. Se la Croce Verde oggi è solida, molto lo si deve a Correggi, alla sua capacità di organizzare e di trattare, sempre con il sorriso e una parola gentile e intelligente sulle labbra.

«una persona perbene»

Un tributo arriva da Csv Emilia, il centro di servizio per il volontariato reggiano, di cui Correggi è stato consigliere quando la realtà si chiamava DarVoce: «Una persona perbene, disponibile, che ha sempre dato tanto per tutte le associazioni e per tutto il territorio; una figura competente che ci ha aiutato. Siamo felici di aver potuto lavorare con lui e con la moglie Daniela, a cui va ora il nostro pensiero», spiega il vicepresidente Csv, Emilia Umberto Bedogni.

«Era straordinario»

Un ricordo commosso di Correggi arriva da Sandro Govi, ex sindaco di Busana. «Ho avuto modo di conoscerlo sia come responsabile del Servizio tributi del Comune di Busana che come presidente della Croce Verde Alto Appennino, e posso dire che Franco era senza dubbio una persona straordinaria. Ha contribuito alla crescita della Croce Verde, sempre seguendo quella che era una sua caratteristica peculiare: il desiderio di fare del bene alla comunità, e farlo senza mai alcun protagonismo, anzi scegliendo sempre di rimanere in secondo piano. La sua grande competenza, il rigore, l’impegno civico che ha messo in ogni sua scelta sono sempre stati disinteressati. È una perdita grave per la nostra comunità».

Le memorie sono anche personali: «Ricordo che quando sono arrivato, giovane amministratore, in Comune e nell’Unione dei Comuni, confrontarmi con lui mi ha insegnato davvero tanto, anche sul modo di dedicarsi alla Pubblica amministrazione. Mi fa piacere anche ricordare che è sempre stato un fautore della fusione nel nuovo Comune di Ventasso, che si è concretizzata appena prima che andasse in pensione».

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