Viano, anche le scuole mobilitate per i profughi

È stata una settimana di accoglienza dai plessi di Viano alla scuola dell’infanzia a San Giovanni di Querciola

VIANO. Le scuole di Viano mobilitate per i profughi. Dall’inizio di questa settimana i plessi vianesi dell’istituto scolastico Toschi ha iniziato ad accogliere bambini e ragazzi provenienti dall’Ucraina. Ai primi due bambini che hanno iniziato a frequentare la scuola dell'infanzia a San Giovanni di Querciola la scorsa settimana, a pochi giorni dal loro arrivo, si è unita all’elementare del capoluogo Yeva, 9 anni, arrivata con la sua mamma da Kiev un paio di settimane fa, ospitata da una zia materna che abita proprio a Viano. Mercoledì, poi, due bambini hanno iniziato la frequenza alla scuola primaria di San Giovanni di Querciola e un ragazzo è stato accolto nella terza classe dell’elementare di Regnano.

«Da subito l’amministrazione comunale si è attivata per creare una rete di accoglienza territoriale, attraverso i primi contatti con l’Istituto Comprensivo Toschi, la cui dirigente si è resa immediatamente disponibile per organizzare l’accoglienza e l’inserimento dei bambini e dei ragazzi nelle scuole primarie e secondarie del territorio», spiega il vicesindaco con delega alla Scuola e al Sociale Elisa Bagni. «Certamente far entrare al più presto i bambini a scuola è una priorità, non solo dal punto di vista della continuità degli apprendimenti e della didattica in senso stretto, ma anche e soprattutto per offrire loro contesti di relazione con i coetanei, di avvicinamento graduale alla lingua italiana, di amicizia e solidarietà costruita, da subito, in un percorso condiviso con la scuola». Allo stesso tempo, «l’amministrazione comunale ha attivato anche tutti i contatti possibili sul territorio rispetto al tempo pomeridiano, nel quale i bambini e i ragazzi partecipano a diverse attività sportive e di extra-scuola, per far sì che le associazioni del territorio potessero accogliere anche i nuovi arrivati», continua. «Per poter organizzare tutto questo in tempi stretti e rendere effettiva una buona accoglienza, fondamentale è stato prendere contatto, da subito, con alcune persone residenti sul territorio da tempo e che conoscono la lingua Ucraina, affinché si potessero mettere a disposizione dei servizi per costruire una mediazione linguistica e culturale efficace». «Aver a cuore il percorso di vita dei più piccoli, cercare di rendere questo momento della loro vita così difficile un po’ più leggero, con possibilità e proposte legate a quella che dovrebbe essere la quotidianità dei bambini e dei ragazzi è stato il primo impegno della comunità, e speriamo, possa essere per loro un messaggio di rispetto, di amicizia e di futuro», conclude il vicesindaco.


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