Contenuto riservato agli abbonati

«Assunta in comune la geometra parente di Grande Aracri»

REGGIO EMILIA. La figlia dell’omonimo di Francesco Grande Aracri fu assunta in Comune a Brescello come geometra con contratto a tempo determinato. Il padre della donna è solo un cugino dell’imprenditore alla sbarra nel processo “Grimilde” contro la ’ndrangheta a Brescello, ma la figlia è la moglie del figlio di quel Giuseppe Ruggiero che fu ucciso nella faida di mafia scoppiata tra Reggio e Brescello e al centro del processo Aemilia 1992. Un intreccio riportato ieri alla mente da Saverio Pescatore, commissario della Polizia di Bologna che è stato riascoltato incalzato dall’avvocato Carmine Curatolo, difensore di Francesco Grande Aracri, accusato di essere il capo bastone della cosca nella bassa reggiana. «Quella donna ha emesso atti in favore della moglie o dei figli di Francesco Grande Aracri», ha chiesto l’avvocato al commissario, che ha negato la circostanza, ricordando però i legami tra la stessa e la famiglia, il cui boss Nicolino Grande Aracri risulta coinvolti in casi di omicidio.



© RIPRODUZIONE RISERVATA