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Castellarano, il tipografo che stampa libri usando i caratteri mobili

Giuliano Trenti

Da quando è in pensione Giuliano Trenti colleziona antiche macchine tipografiche: «Voglio far sapere cosa significa comporre testi lettera per lettera, riga per riga»



CASTELLARANO. Raggiungere il traguardo della pensione per alcuni vuole dire rinascere ad una sorta di nuova vita dove il tempo viene dedicato esclusivamente alle proprie passioni. E’ il caso di Giuliano Trenti, tipografo dal 1963 e in pensione da una decina di anni. Trenti ha deciso di passare il tempo stampando libri per pura passione, utilizzando esclusivamente i caratteri mobili. Dopo avere cessato l’attività e venduto tutte le macchine offset, fotounità e computer, ha deciso di dedicarsi all’antica arte della stampa tipografica a caratteri mobili. Per questo è andato a caccia del materiale necessario e ha recuperato oltre 500 casse di caratteri mobili un po’ in tutta Italia.


La sua ricerca di vecchi attrezzi utilizzati nelle tipografie è continuata ed è riuscito a trovare antiche macchine tipografiche come la Platina Boston storica da tavolo interamente manuale, vari tirabozze e la rinomata macchina Platina Stella Heidelberg, la più venduta al mondo, che ha fatto la storia delle tipografie. Nel secolo passato ogni tipografo ne aveva almeno una; macchine che vennero abbandonate con l’arrivo dell’offset e delle tecnologie come la fotocomposizione e il più recente digitale. Una volta recuperato tutto questo materiale, Trenti ha iniziato a preparare e stampare libri. Dal suo lavoro certosino, degno di un seguace di Gutenberg, sono nati cinque libri interamente composti a mano grazie ai caratteri mobili e ai clichés in zinco.

Perché questa passione per la stampa manuale?

«Sono voluto tornare alle origini per passare il tempo da pensionato e per lanciare una sorta di sfida ai nuovi sistemi digitali, senza alcuna ambizione e per dare modo di ricordare come si stampava mezzo secolo fa. Mi piacerebbe far sapere alle nuove generazioni di tipografi, oggi seduti comodamente davanti a un computer, quale fosse l’impegno di comporre con i caratteri mobili, lettera dopo lettera e riga dopo riga, le parole che componevano un testo o un articolo, facendo notare anche quella che era l’impronta del piombo sulla carta».

Quanti libri ha realizzato?

«Nel corso di questi anni ho stampato 5 libri interamente a mano, realizzati con i caratteri mobili. Per il futuro, sto pensando di fare qualcosa di nuovo, sempre utilizzando i mezzi del secolo passato. Ovviamente, ho fatto tutto questo per pura passione e non per scopo di lucro».

I libri stampati e realizzati da Giuliano Trenti sono almanacchi nei quali sono raccolti tantissimi flash sugli avvenimenti che vanno dal secolo scorso fino al 2015. Eventi a carattere nazionale oppure anche locale, a seconda del peso della notizia e di quello che era successo. Unendo i cinque libri, si ha una sorta di affresco di quello che è successo negli ultimi sessant’anni.

Un libro è dedicato agli di avvenimenti dal 1964 al 2014: mezzo secolo di eventi e storie sintetizzate con notizie fatte di soli titoli flash. In ogni anno vengono riportati gli avvenimenti più importanti, come vittorie sportive, cronaca e politica come la legge sul divorzio, la caduta del muro di Berlino, il rapimento di Aldo Moro, la morte di Berlinguer, l’arrivo di Berlusconi. Non contento, Trenti ha pensato poi di approfondire questa linea con un altro libro, dal titolo “60 ma non li dimostra”, ovvero i titoli più importanti degli avvenimenti sportivi e degli eventi politici dal 1955 al 2015. Poi un libro sulla cultura: “Cinema e Vinile”, con le canzoni più gettonate, vendute e ballate, oltre ai film più visti e famosi dal 1960 al 2015.

Sempre dal punto di vista culturale, ma con una caratteristica unica, è sicuramente il libro “Teatri e Teatranti”, dove viene proposta la riproduzione di locandine di opere liriche, commedie di titoli di successo dell’intero Novecento. Infine, una vera e propria particolarità, per la quale Trenti ha utilizzato la sua esperienza di conduttore radiofonico, attività fatta per tantissimi anni: la messa in stampa dei brani musicali che sono stati colpiti dalla censura. Si tratta di “Canzoni Incazzate”: in pratica, è la raccolta di 35 brani che hanno fatto scandalo, che hanno fatto discutere e che hanno avuto sequestri e denunce, ma che poi sono diventate dei classici della canzone italiana, come “Il gigante e la bambina” di Ron e “Io se fossi Dio” di Giorgio Gaber. Il tutto messo sulla carta, naturalmente senza schemi preimpostati, ma semplicemente sfruttando la moltitudine di stili di caratteri e di clichés, usando la totale fantasia, che era una caratteristica di chi voleva lasciare una impronta del proprio stile nel realizzare gli stampati.

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