«Febbio, revisione quasi ultimata C’è un investimento da 480mila euro»

Villa Minozzo: il sindaco Sassi replica alle accuse dopo il ricorso al Tar. «Basta vie legali, lavoriamo insieme con la gente»



VILLA MINOZZO. La revisione trentennale dell’impianto come scelta obbligata, la scelta di farla in inverno perché l’estate è il momento di maggiore affluenza di turisti e un investimento sulla stazione che ammonta a 480mila euro. Il sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, replica con i numeri e una tabella di marcia prossima alla meta alle accuse su Febbio. Forte, anche, di un primo pronunciamento al Tar che in merito al commissarriamento degli Usi civici ha dato ragione al Comune, non concedendo la sospensiva ai ricorrenti.


«Io non voglio rispondere all’avvocato Rovali (che ha presentato il ricorso per l’ex presidente degli Usi Civici Rino Marchiò, ndr), ma ai cittadini di Febbio anche perchè non penso li rappresenti tutti – dichiara Sassi – Voglio dire loro che noi ci siamo, che l’amministrazione comunale vuole costruire una gestione assieme per Febbio, in accordo con enti locali e l’attuale gestore».

La prova, sottolinea il primo cittadino, è proprio in quei lavori di manutenzione che sono in corso e che hanno costretto a tenere chiusi gli impianti questo inverno. «È un progetto da 480mila euro che coinvolge la seggiovia Fortino-Mardonde – spiega – 120mila euro sono per la stazione intermedia con finanziamento regionale al 100%; 30mila per la sostituzione dei cuscinetti della puleggia della stazione di rinvio della seggiovia biposto, anche questo finanziato al 100% dalla Regione; 75mila euro per la sostituzione dei cavi dei segnali di linea della stazione di monte alla stazione di valle della seggiovia biposto, coperto totalmente dalla Regione; 30mila euro per la sostituzione delle reti di protezione delle piste da discesa, finanziati al 70% dalla Regione e per 9mila euro dal Comune».

Numeri, dunque, che per l’amministrazione comunale sono la sostanza di quanto dal municipio di Febbio credano nell’importanza del rilancio della stazione. «Non ho stabilito io che si dovesse fare la revisione trentennale, ma andava fatta – ribatte – un atto dovuto per la sicurezza. La gente che viene su deve poter contare su impianti sicuri».

E la meta è vicina. «Abbiamo altri 15/20 giorni di lavori, poi sarà il momento del collaudo» assicura. La certezza è per la bella stagione tutto sarà pronto per ripartire.

«Vogliamo rilanciare la stazione – ribadisce con forza – Questo è un momento magico, da sfruttare. Bisogna essere pronti, le esigenze dei turisti sono cambiate. Le cose sono cambiate totalmente rispetto a prima della pandemia, anche i piccoli borghi grazie al bonus 110 li stanno ristrutturando, c’è una riscoperta di questo tipo di turismo e dobbiamo essere pronti». «Perciò – va avanti – non vorrei che parlassero ancora i legali, ma che parlasse la gente e che ci sia la volontà di proseguire tutti insieme per rilanciare l’immagine di Febbio. Troviamo il poco che ci unisce e non il tanto che ci divide».

Un appello che è rivolto alla gente di Febbio, in vista delle sfide e delle occasioni per il turismo che coinvolgono direttamente la piccola comunità villaminozzese.

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