La partita si ferma e Matteo emozionato le chiede la mano: «Vuoi sposarmi?»

Colpo di scena nell’intervallo di una sfida di basket a Carpi: la futura sposa è una 26enne di Rio Saliceto che lavora all'ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

La partita di basket si ferma e Matteo in ginocchio le chiede: "Vuoi sposarmi?"

«Vuoi sposarmi?». La vittoria più bella nel corso di una partita che rimarrà indimenticabile per tutta la vita. È la dichiarazione d’amore che Matteo ha rivolto a Sandra ieri sera, durante un match che si è trasformato in un palcoscenico per annunciare l’arrivo del giorno più bello. Teatro della dichiarazione che ha fatto palpitare i cuori degli atleti in campo, dei numerosi spettatori, ma soprattutto di Matteo e Sandra, è stata la Palestra della Solidarietà di Carpi.

Si stava disputando un incontro in cui giocava la squadra fondata da Matteo, i Carpi City Thunder. All’improvviso, durante l’intervallo, il campo si trasforma in altare, spuntano tredici fogli contenenti ciascuno una grande lettera con la richiesta di matrimonio. Sandra non ci pensa nemmeno un secondo per dire il suo: «Sì, lo voglio».

Matteo Campedelli, carpigiano, e Sandra Martinelli, di Rio Saliceto, hanno 25 e 26 anni. «Ci siamo conosciuti a un matrimonio in cui ero tra gli invitati dello sposo e lei della sposa – racconta, emozionato, il futuro consorte –. Ci siamo divertiti moltissimo e, come spesso succede in queste occasioni, ero un po’ su di giri, quindi come incontro è stato molto colorito. È stato nel maggio 2018, ma ci siamo messi insieme nel 2019. Nel frattempo ci incontravamo a feste di laurea o durante gli incontri con la squadra di basket. Sempre situazioni in cui si faceva baracca. Inizialmente non ho riscosso un grande appeal».



La scintilla è scoccata all’improvviso, tre anni fa. «Le ho scritto e abbiano iniziato a frequentarci, finché l’8 febbraio 2019 sono riuscito a conquistarla e ci siamo messi insieme», continua.

Sia Matteo, sia Sandra svolgono una professione in ambito sanitario: Campedelli lavora in Ingegneria clinica al Policlinico di Modena e si occupa dell’assistenza e manutenzione delle macchine elettrobiomedicali. Sandra, invece, studia le mutazioni genetiche dei tumori come tecnico di laboratorio al Santa Maria Nuova di Reggio.

«Ho scelto di chiedere la mano di Sandra da un’idea nata per scherzo con un collega – dice il futuro sposo –. Ho un fratello gemello ed entrambi siamo appassionati di basket. Andando avanti con l’età io non ho più potuto giocare nei campionati Fip perché sono anche arbitro di serie C di basket. Nel 2017 io e mio fratello e un altro nostro amico abbiamo fondato i Carpi City Thunder: questo per poter giocare nel campionato amatoriale del Csi e coltivare la nostra passione, oltre a dare accoglienza a quei giocatori che dopo le giovanili non hanno potuto avere un futuro. Condividere con i miei compagni di squadra questa gioia è stato uno dei momenti più felici di tutti: con loro siamo una seconda famiglia».