Contenuto riservato agli abbonati

Riabbraccia i due figli grazie alla Croce Azzurra

La madre vive a Poviglio: i figli sono arrivati a Trento dopo un viaggio di due giorni

POVIGLIO. Non dimenticheranno più l’emozione dell’abbraccio tra la madre e i due figli, di 16 e 13 anni, appena scesi dal pullmino con il quale sono riusciti a lasciarsi alle spalle guerra e devastazione, compiendo un viaggio di due giorni dall’Ucraina attraverso l’Ungheria, fino a Trento, dove i due volontari della Croce Azzurra di Poviglio, William Borghi e Salvatore Metellino, li hanno, infine, recuperati per riconsegnarli alla madre.

Da quel pullman, condotto da un conoscente ucraino fidato che con loro ha portato via dal paese martoriato altri quattro ragazzi, sono scesi con in spalla due soli zainetti – tutto ciò che resta e hanno potuto prendere della loro vita a Ivano-Frankivsk cittadina dell’Ovest dell’Ucraina dove, fino a venerdì, hanno vissuto.


Poi i primi missili e cannonate, proprio venerdì, sono piovuti anche sulla loro città – colpendo l’aeroporto – e per la famiglia è iniziata una corsa contro il tempo per salvare i due ragazzi, mentre il padre è rimasto in Ucraina.

«La mamma è una carissima amica – racconta Salvatore Metellino –. Vive e lavora a Poviglio da una decina di anni. Conosco i suoi ragazzi, sono stati qui in vacanza. Lei è una persona molto riservata. Le ho detto: “Non puoi pensare di farcela da sola. Fatti aiutare”. È stata bravissima. È riuscita a organizzare il viaggio dei ragazzi fino in Italia. Noi, grazie alla disponibilità immediata del presidente dell’associazione Claudio Sanfelici, ci siamo mobilitati. Eravamo disposti anche a raggiungere il confine ucraino, se fosse stato necessario. Alla fine i due ragazzi sono stati portati fino al confine tra Ucraina e Ungheria dai familiari e qui consegnati a una persona di fiducia che li ha condotti fino in Italia. Noi siamo andati, con la madre, a recuperarli a Trento, all’uscita dall’autostrada».

Metellino, carabiniere in congedo dalla fine del 2020 – dopo 37 anni e tre mesi di servizio – e da allora attivo volontario della Croce Azzurra, di situazioni difficili nella sua vita ne ha viste tante. Ma questa di certo non la potrà dimenticare. «Da papà mi si è stretto il cuore a vedere quei due ragazzi scendere dal pullmino con solo due zainetti – ha commentato –. E vederli abbracciare la mamma è stata una forte emozione».

La foto del ricongiungimento è stata postata, con il giusto orgoglio, anche sul profilo Facebook della Croce Azzurra di Poviglio. «Questa mattina un nostro equipaggio con un pulmino si è recato a Trento per il ricongiungimento di una madre ucraina – hanno scritto –, che da tempo vive e lavora a Poviglio, e i suoi figli scappati dalla guerra in Ucraina. I ragazzi di 16 e 13 anni dopo aver passato il confine, sono stati accompagnati in Italia insieme ad un altro gruppo di persone. Diamo il benvenuto in Italia ai due ragazzi giunti in tarda mattinata a Poviglio».

I due ragazzi hanno compiuto un viaggio da Ivano-Frankivsk a Trento, attraverso Budapest: 1.700 chilometri percorribili in poco meno di 17 ore. A loro ci sono voluti due giorni. Giorni con il cuore spezzato tra il desiderio di riabbracciare la madre e il pensiero al padre rimasto in patria. Il massacro che si sta compiendo in Ucraina non spegne gli ultimi barlumi di speranza.

«Con lui riescono a sentirsi ogni giorno – racconta il volontario ex carabiniere –. Ancora non è stato costretto a prendere le armi e tutti speriamo, nonostante tutto, che non debba accadere...».

Intanto i due figli della coppia sono salvi, accolti con tutto l’affetto possibile dalla comunità reggiana di Poviglio. «Ci siamo messi subito in moto per espletare le necessarie formalità burocratiche – racconta ancora Metellino –. Non hanno necessità di un alloggio dal momento che la mamma abita qui da tempo. Ma bisognerà pensare a come accoglierli ugualmente al meglio, a partire dalla scuola».

© RIPRODUZIONE RISERVATA