Guerriglia dopo Lucchese-Reggiana: un ultrà arrestato e due denunciati

Coinvolti almeno sessanta tifosi rossoneri e trenta granata che sono venuti a contatto: feriti anche due poliziotti

REGGIO EMILIA. Una guerriglia scatenata alla fine della partita di calcio Lucchese-Reggiana, nonostante la presenza di ottanta rappresentanti le forze dell’ordine e venticinque steward, con due gruppi ultras a fronteggiarsi armati di aste rigide di plastica rinforzata utilizzate come sostegni delle bandiere. E un bilancio che vede feriti un commissario e un agente della Digos oltre a un tifoso che si era fatto medicare all’ospedale Cisanello di Pisa. Una vicenda sconcertante che lascia l’amaro in bocca a quanti amano il calcio e rifuggono la violenza.

Al momento la polizia ha proceduto a un arresto in flagranza differita, entro le 48 ore, di un ultrà della Lucchese e alla denuncia di altri due, un trentenne supporter rossonero e un coetaneo della Reggiana, tutti accusati, al momento, di rissa aggravata in concorso con altre persone ancora da identificare. E contestualmente la questura di Lucca ha provveduto al sequestro di passamontagna, guanti e di diverse aste di bandiere usate come bastoni per menar colpi a destra e a manca e a due telefoni cellulari, entrambi appartenuti ai due ultrà denunciati e perduti sull’asfalto durante gli scontri avvenuti venerdì scorso sulla circonvallazione tra viale Giusti e via Cantore.


Al momento è finito ai domiciliari Eugenio Santelli, 39 anni, ex candidato alle ultime elezioni comunali di Lucca nelle fila di Casapound e vicino agli ambienti di estrema destra. L’arrestato, già in passato era stato destinatario di Daspo, provvedimenti amministrativi che vietano di accedere alle manifestazioni sportive. Stando alla polizia ha partecipato attivamente agli scontri. A immortalarlo le riprese effettuate dalle telecamere di videosorveglianza della zona acquisite dagli inquirenti. Secondo l’accusa Santelli affronta i tifosi avversari con pugni e con la cintura dei pantaloni.

Ieri mattina, difeso dall’avvocato Angela Mia Pisano, è stato accompagnato in tribunale davanti al giudice Gianluca Massaro. L’arresto è stato convalidato e nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di firma in questura all’orario in cui si svolgono le partite della Lucchese e in altri orari che la polizia riterrà opportuni. Il processo per direttissima è stato fissato il 4 aprile e in quella data compariranno anche gli altri due giovani denunciati.

Logicamente nei confronti dell’ultras arrestato e degli altri denunciati scatteranno immediatamente i provvedimenti di divieto di accedere alle manifestazioni sportive.

La vicenda è tutt’altro che conclusa e la procura vuol vederci chiaro dietro a questi scontri che sono tutto fuorché casuali. In queste ore saranno vagliate le numerose immagini riprese dalle telecamere poste nella zona in cui è avvenuta la rissa da Far west che ha coinvolto 60 ultras della Luccchese e 30 della Reggiana.

Una domanda però sorge spontanea: era iproprio il caso di far transitare il corteo – formato da bus, auto private e mini van dei tifosi granata – in una zona, via Cantore, dove si trova un locale che, già in passato, era meta degli ultras della Lucchese oppure sarebbe stato più opportuno raggiungere l’autostrada procedendo in una diversa direzione?

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