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«Mondiale enduro? Non mi preoccupa un evento di tre giorni che sarà regolato»

Il presidente del Parco Nazionale Fausto Giovanelli: «L’importante è quello che accade nel resto dell’anno»



CARPINETI. «Non sono preoccupato per una manifestazione di tre giorni, tra l’altro regolata e controllata. Mi preoccupa di più quello che accade negli altri giorni dell’anno senza controllo». Fausto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, interviene sulla tappa italiana del campionato mondiale di enduro che si svolgerà dal 24 al 26 giugno a Carpineti. Un evento che porterà nel comune appenninico almeno 10mila persone, oltre a circa 200 piloti.


Le associazioni ambientaliste reggiane, con un documento che abbiamo pubblicato ieri, hanno condannato la manifestazione, ritenendola non in linea con la vocazione naturalistica del territorio.

Nella loro nota gli ambientalisti si sono rivolti a vari enti: «Chiediamo coerenza anche al Parco Nazionale, promotore del Mab Unesco a Carpineti - hanno scritto - e all’Ente Parchi Emilia centrale, sostenitore della Tutela del Paesaggio Protetto Collinare, attraverso una valutazione critica di questa manifestazione».

Il presidente Giovanelli prima di tutto precisa che il Mab Unesco, di cui il Parco è ente coordinatore, non ha competenza giuridica sul territorio. «Non possiamo stabilire quello che si può o non si può fare», spiega.

Detto questo l’ex senatore non si sottrae a una valutazione personale. «Nel Comune di Carpineti vige un’ordinanza che vieta il transito ai mezzi a motore lungo i boschi e i sentieri. Penso che un evento all’anno si possa fare, l’importante è che la regola sia un’altra. Non mi sento di criticare una manifestazione che tra l’altro la Regione, che ha delle competenze sul territorio, ha finanziato. Personalmente ritengo importante che i cammini con una valenza storico, religiosa e culturale, come quello del Volto Santo, il Sentiero di Matildce di Canossa o il Sentiero Spallanzani, debbano essere preservati dal traffico a motore».

In merito all’intervento degli ambientalisti, il presidente Giovanelli dice che «è giusto che ci sia questa vigilanza ed è giusto mantenere l’attenzione critica sulle frequentazioni motorizzate te dei sentieri, per tenere alta l’attenzione ed evitare abusi».

Nel ribadire che la riserva di biosfera non può dettare norme per il territorio, Giovanille aggiunge che quello che invece viene richiesto è il rispetto delle norme esistenti. «Non diamo giudizi di tipo etico sugli stili di vita, anche se ovviamente vogliamo che i sentieri siano normalmente riservati ai pedoni. Si tratta di contemperare esigenze differenti».

Il presidente Giovanelli commenta anche il tema dell’utilizzo dei boschi da parte degli appassionati di enduro. «Rappresenta una questione critica, sulla quale non c’è chiarezza. Anche l’Unesco, al quale abbiamo segnalato il fenomeno, ci ha chiesto delle delucidazioni in proposito».

A gennaio due motociclisti erano stati multati per aver raggiunto la vetta del Monte Prampa in moto. «Magari quei due motociclisti non hanno fatto molti danni, ma è chiaro che se non ci fossero i divieti e le limitazioni l’impatto per il territorio ci sarebbe e sarebbe negativo».

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