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«Due mesi per i lavori alla galleria» E intanto Carpineti devia i camion

A dare i tempi dell’intervento dopo il rogo è stato l’assessore regionale Corsini replicando a Delmonte Ora il problema è il traffico pesante sulla vecchia Statale. Borghi: «Manutenzioni non procastinabili»

carpineti. «Anas ci comunicato che ci saranno lavori per due mesi a seguito dell’incidente in galleria; tutto potrà essere ripristinato entro la primavera. Per ridurre i disagi alla circolazione durante i lavori, la Regione si impegna a coordinarsi con gli enti locali interessati per trovare le migliori soluzioni, così come negli anni ci siamo impegnati per individuare le soluzioni per ridurre i disagi: in quest’ottica sono stati realizzare alcune varianti e alcune sono in via di progettazione, così come puntiamo ad allargare la carreggiata esistente».

in consiglio regionale


Così l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini, ha replicato ieri in consiglio regionale al consigliere reggiano Gabriele Delmonte (Lega) che chiedeva una presa di posizione netta alla giunta sulla viabilità in uno dei punti più critici del territorio reggiano. E quest’ultimo non ha mancato di far notare che «le parole dell’assessore smentiscono Anas per la quale il 1° aprile i lavori sarebbero finiti, a oggi non sono nemmeno iniziati». «Questo è un problema non solo per chi percorre quella strada come pendolare o turista, ma in primo luogo per chi vive nei Comuni attraversati dalle strade su cui è stato deviato il traffico: piccoli centri urbani non adatti all’attraversamento di camion e mezzi pesanti».

E in effetti, proprio qui sono arrivare le prime inevitabili limitazioni. Sul vecchio tracciato della Statale 63, diventato l’unico utilizzabile dai mezzi pesanti dopo la chiusura della galleria del Seminario a Marola a causa dell’incendio che ha distrutto una corriera all’interno del viadotto il 24 febbraio, il traffico è stato deviato: una strada con un fondo da rivedere e piena di curve e punti stretti, come segnalato dagli amministratori di Carpineti a più riprese. Su due ponticelli, i mezzi pesanti non riescono a passare in contemporanea, con tutti i disagi del caso. Per questo, il Comune di Carpineti ha deciso di inserire un vincolo al passaggio dei veicoli più capienti.

LIMITI AL TRAFFICO

Da domani, giovedì 10 marzo, i camion con peso superiore alle 22 tonnellate che dalla montagna viaggino verso Reggio non potranno più transitare dal primo tratto, quello che da Cà del Merlo conduce a Casa Giroldo di Pantano. Per loro sarà necessario scendere verso Carpineti utilizzando la provinciale via Mulini Valle del Tresinaro (la strada della Costa); una volta giunti all’incrocio del Cigarello, potranno decidere se risalire a Pantano lungo via San Martino o se proseguire sulla fondovalle Tresinaro diretta a Viano e Scandiano, a propria volta in una base di sovratraffico. Potranno, invece, continuare a viaggiare liberamente i camion che risalgono da Casina verso Castelnovo Monti e Felina.

Un passaggio inevitabile che però porta a soluzioni di emergenza e certo non ideali, che gli enti locali avevano già preannunciato chiedendo il sostegno di Anas per le necessarie manutenzioni straordinarie, sottolineando che il tracciato in questo momento non è di competenza della stessa Anas, ma funge da sostituto al percorso principale, inutilizzabile.

I sindaci dei territori dell’Appennino reggiano – che data la situazione non escludono neppure una mobilitazione, avevano anche invitato Anas a valutare un accorpamento dei lavori per il ripristino dei danno causati dal rogo a quelli – annunciati da tempo – di risistemazione dell’intera galleria.

Quest’ultimo intervento richiederà oltre un anno e a questo punto tanto varrebbe approfittare della chiusura forzata per mettere insieme il tutto.

I SINDACI

Le risposte, per ora, non sono arrivate. Tiziano Borghi, sindaco carpinetano e presidente dell’Unione dei Comuni, si dice «in attesa che il dipartimento ANAS di Bologna fissi un incontro, congiuntamente ai sindaci che gravitano sulla SS 63 per trattare della situazione viaria da loro gestita e per i calendari delle manutenzioni straordinarie che, stante le condizioni di insicurezza più volte lamentate, non possono più essere procrastinate».

Il vecchio tracciato della Statale 63 che prende il nome di via Monte Portola e via Roma, sottolinea, è «attualmente interessato da un intenso traffico, soprattutto pesante, che lo sta mettendo a dura prova». In particolare, «dai sopralluoghi effettuati dall’ufficio Tecnico comunale di Carpineti e dalla Polizia locale», sono stati rilevati «due punti critici di via Monte Portola che si trovano fra le località Cà del Merlo e Casa Giroldo all’incrocio con via San Martino, dove i mezzi pesanti transitano con grosse difficoltà e quando capita di incontrarsi sono costretti a compiere pericolose retromarce per scambiarsi il passaggio». Proprio il tratto delle limitazioni, particolarmente fragile sul ponte sul rio Vezzola all’incrocio con via Seminario, non lontano dal biscottificio Cabrioni. Lì è stata posta la limitazione di peso, con un tetto a 22 tonnellate che spingerà a valle i camion in discesa.

Adriano Arati

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