Stili di vita dei giovani dagli 11 ai 15 anni, in aumento le dipendenze da sostanze

In provincia di Reggio Emilia l’indagine è stata condotta dall’Ausl: il 24,5% dei 15enni si è ubriacato una volta o più nel corso della vita  

REGGIO EMILIA. Quando si parla di lotta all'obesità vengono in mente i metodi da lager nazista immortalati comicamente da Paolo Villaggio nel film “Fantozzi” del 1975. Tuttavia l'Organizzazione mondiale della Sanità prende sul serio questo problema e gli dedica il World Obesity Day, la Giornata internazionale dell'obesità che è stata celebrata lo scorso giovedì. Nell’occasione la Regione Emilia-Romagna ha presentato la ponderosa indagine su “Stili di vita e salute dei giovani tra 11 e 15 anni” che contribuisce con i dati della nostra Regione allo studio Health Behaviour in School-aged Children esteso a 49 nazioni in Europa, Nord America e Israele.

Vi sono presi in esame non soltanto le abitudini alimentari che sono all'origine sia del sovrappeso sia dell'opposto e più preoccupante fenomeno dell'anoressia, ma anche i comportamenti di dipendenza da fumo, alcol, droghe e gioco d'azzardo. I ricercatori vi lavorano e ne pubblicano i risultati ogni quattro anni. Quelli resi noti ora si riferiscono al 2018. Rispetto all'edizione precedente mostrano nella nostra regione un leggero miglioramento nel controllo del peso corporeo, ma un peggioramento nel quadro delle dipendenze, con percentuali intorno al 30% di ragazzi che confessano di averne avuta una iniziale esperienza. Sarà interessante confrontarli con quelli che saranno raccolti quest'anno per verificare l'incidenza della pandemia.

Nella nostra provincia l'indagine è stata coordinata da Alessandra Fabbi dell'Ausl e condotta su alunni di scuole medie di Reggio (Einstein, Aosta e Pertini 1), Bibbiano, Cadelbosco Sopra, Casalgrande, Castellarano, Guastalla, Montecchio, Quattro Castella, Scandiano e Viano, nonché delle scuole superiori Matilde di Canossa, Motti e Chierici. Il capitolo relativo all'alimentazione e alle conseguenze sul peso corporeo evidenzia alcune criticità. I nutrizionisti raccomandano una prima colazione abbondante, che fornisca almeno il 20% delle calorie della giornata, ma solo il 60,6 % dei ragazzi dichiara di farla ogni giorno prima di andare a scuola e il 20% (il 25% fra i quindicenni) dice di non farla mai. L'abitudine di consumare giornalmente dolci (29%) è stabile, quello relativo a bevande zuccherate interessa il 10,3% degli adolescenti. Per quanto riguarda lo stato nutrizionale, l’81,3 % risulta normopeso. I ragazzi in sovrappeso sono il 13,8% e gli obesi il 2,2%.

È più preoccupante il consumo di sostanze psicoattive legali e illegali, che – affermano i ricercatori – «si è profondamente modificato nella percezione della popolazione generale». Nella fascia 11-15 anni vengono riscontrati «un abbassamento dell’età media di iniziazione all’uso sostanze e al consumo abituale» e «una prevalenza di uso ricreazionale e prestazionale, con scarsa conoscenza e consapevolezza sui rischi del policonsumo e del consumo continuativo». Il consumo di droghe, come il gioco d'azzardo, è percepito «come marker di successo». Durante la crescita la disponibilità alla sperimentazione di questi comportamenti aumenta.

L’alcol si conferma tra le sostanze psicoattive più consumate. Il 24,5% dei 15enni dichiara di essersi ubriacato una volta o più nel corso della vita. Nel 2020 sono aumentate le giovani consumatrici a rischio; le 14-17enni superano per numerosità, per la prima volta, i loro coetanei maschi. L’incidentalità stradale correlata all’abuso di alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani adulti maschi sino ai 29 anni

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