Scandiano, ecco il bando da 2,6 milioni per il restauro della Rocca

Si tratta della realizzazione di due stralci di intervento finanziati dal Ministero Dopo l’aggiudicazione dei lavori, previsti due anni e mezzo per il completamento

SCANDIANO. Arrivano le prime tempistiche per l’intervento di ristrutturazione della Rocca dei Boiardo da 2,6 milioni di euro, pensato sia per dare stabilità sia maggior funzionalità al grande complesso medievale simbolo della cittadina. A fine febbraio il Comune, tramite l’Unione Tresinaro Secchia e la centrale regionale degli appalti pubblici, ha indetto il bando per l’affido dei lavori dei prossimi due stralci relativi al «restauro conservativo e il recupero funzionale della Rocca». L’importo complessivo dell’appalto è di 2.033.800 euro, il criterio dirimente sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Le richieste di chiarimenti da parte delle aziende interessate vanno inoltrate entro mezzogiorno del 22 marzo; le offerte dovranno essere presentate entro le 16 del 31 marzo; l’apertura delle buste è fissata per il 4 aprile alle 9.


E i tempi? Il tempo utile per ultimare tutti i lavori compresi nell’appalto è fissato in 810 giorni, a partire dalla data del verbale di consegna dei lavori, fatto ovviamente salvo un periodo inferiore indicato dall’appaltatore al momento dell’offerta.

Un percorso simile richiederà alcuni mesi per completare l’iter, l’obiettivo dell’amministrazione comunale era quello di partire entro la fine dell’estate, e i margini vi sono, per attendere poi almeno due anni e mezzo (gli 810 giorni) per arrivare al completamento dell’incarico.

Il progetto complessivo prevede due stralci per una cifra complessiva di 2,6 milioni di euro, coperti grazie a uno stanziamento da tre milioni di euro del 2017 del Ministero per i Beni e le attività culturali. Il primo stralcio è di 1.169.296,57 euro, il secondo di 767.271,30, a cui aggiungere 97.239,13 per il piano di sicurezza e il coordinamento e le successive spese tecniche per verifiche, assicurazioni e collaudi.

Per le varie voci verranno applicate aliquote Iva differenti, in alcuni casi al 10% in altri al 22%, sino ad arrivare ai 2.6 milioni complessivi.

Al termine dell’opera, è poi previsto un nuovo allestimento museale da circa 400mila euro, per arrivare al totale concesso nel 2017.

Nel dettaglio, la prima parte della gara riguarderà restauri, consolidamenti, opere strutturali e impiantistiche per il recupero dell’atrio di ingresso allo scalone d’onore, da destinare a biglietteria, oltre ai servizi igienici al pian terreno e a un ascensore per collegare i vari livelli. Verranno poi recuperati alcune sale del piano nobile.

La seconda parte è dedicata alle sale dell’ala ovest del piano nobile, a diversi locali e logge e alla nuova scala interna dal lato nord.

Il bando appena avviato prevede una cifra di 2.033.807 euro divisi fra 1.936.567,87 (Iva esclusa) per oneri di sicurezza non ribassabili e i citati 97.239,13 (Iva esclusa) per la sicurezza. L’importo comprende i costi della manodopera, stimati in 839.600,76, come da elaborati di progetto. L’azienda potrà subappaltare a fornitori terzi i vari capitoli.

Quali sono? Il restauro e manutenzione di beni immobili sottoposti a tutela è pari a 1.205.864,93 euro, il rifacimento degli impianti interni elettrici per 279.237,10 euro, quello degli impianti interni meccanici per 219.334,03, l’installazione di componenti strutturali in acciaio per 186.145,01 euro e la lavorazione relativa alle superfici decorate di beni per 143.225,93 euro. Tutti importi a cui aggiungere l’Iva.

Adriano Arati

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