Il saluto del vescovo Camisasca: «Grazie reggiani per l’accoglienza e la collaborazione in questi 9 anni»

Il saluto del vescovo Camisasca al Terzo polo universitario di Reggio Emilia

Il discorso di commiato al Terzo Polo Universitario: «Qui si è lottato per la libertà e c’è la cultura del lavoro»

REGGIO EMILIA. Monsignor Massimo Camisasca ha salutato le autorità civili e militari, le istituzioni, le realtà imprenditoriali e del mondo universitario, i consigli e gli organismi diocesani in un momento dedicato presso l'aula magna "Artigianelli" del Terzo Polo Universitario di Reggio Emilia.

Lo scorso 10 gennaio Papa Francesco ha accolto la sua rinuncia al governo pastorale per raggiunti limiti d’età.


«A conclusione di questi nove anni passati nella terra emiliano-guastallese ho desiderato questo incontro. Non è semplicemente l’occasione di un saluto formale ad autorità con cui ho collaborato in questo periodo o a persone di rilievo che ho avuto la gioia di incontrare. Per me è soprattutto l’opportunità per esprimere il mio grazie per l’accoglienza ricevuta e per le relazioni vissute», ha rimarcato il Vescovo uscente. Tra i partecipanti al saluto c'è anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi: «Le forme di collaborazione sono state tante, e l'incontro odierno ne rappresenta l'espressione più alta». Il sindaco Vecchi ha voluto ricordare gli innumerevoli momenti di collaborazione e solidarietà che ci sono stati tra il Comune e il Vescovo. «Con monsignor Camisasca il Comune di Reggio Emilia ha condiviso la cultura del lavoro, valori e ideali». Nel suo discorso, monsignor Camisasca ha ribadito proprio l'importanza del concetto della cultura del lavoro: «All’origine della passione per il proprio lavoro c’è spesso la passione per la propria famiglia e per il proprio popolo. Il lavoro è fonte di serenità e di cultura. Le imprese reggiane costituiscono una rete importante, aperta al Paese e all’intero mondo». Il Vescovo ha inoltre voluto spendere parole di apprezzamento e ringraziamento nei confronti della città di Reggio Emilia: «Le bellezze naturali e storiche costituiscono un’altra grande opportunità della nostra terra. Non dobbiamo aver paura della nostra storia. Davanti a noi sta la necessità di ridare valore al nostro Appennino, alle terre e ai paesi della nostra montagna, portatrice di splendidi paesaggi, di antiche storie plebane, di una cultura del cibo e del vivere assieme che non dobbiamo dimenticare». E ancora: «Voglio inoltre fare un appello. Voglio chiedere più attenzione nei confronti dei conflitti che paiono essere sempre più dietro l'angolo. La nostra terra ha lottato per la propria libertà. Lo ha fatto nei secoli passati. Lo ha fatto di recente, nella guerra di Liberazione. È giunto il tempo della riconciliazione tra gli schieramenti che videro i reggiani dividersi e che furono causa di tante morti. Ho cercato di lavorare per questo intendimento e spero che voi vi impegnerete a continuare in questa direzione».

Ha voluto inoltre rivolgere un appello alla senatrice Albertina Soliani: «Colgo l'occasione per chiedere a lei e a tutti voi di non dimenticarci della Birmania. Perché abbiamo ancora Paesi nel mondo in cui le dittature soggiogano i poveri». Le parole di monsignor Camisasca sono state rivolte anche a Giulio Regeni: «Dobbiamo continuare a lottare per avere verità sul caso Regeni. Non possiamo dimenticare». L'incontro si è concluso con i ringraziamenti nei confronti di tutte le persone presenti: «Desidero esprimere qui il mio grazie più sincero ai prefetti che si sono succeduti in questi 9 anni, ai sindaci di tutti i nostri Comuni, ai presidenti della Provincia, alle autorità militari, a tutte le altre autorità di ogni ordine, con cui ho avuto un rapporto sempre fecondo di collaborazione. A loro il mio augurio più vivo per il tempo che ci attende».



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