Reggio Emilia, sedici suoi amici scrivono un volume per ricordare Sandro Gasparini

Domani sera la presentazione del libro al Taglierè a Palazzo Vengono ripercorsi gli anni del Marabù e dell’agenzia Olma

REGGIO EMILIA. Un volumetto monografico per ricordare la figura di Sandro Gasparini, scomparso il 3 marzo del 2016 a 83 anni, noto per le sue attività editoriali e per aver gestito il dancing Marabù dal 21 ottobre 1977 sino al 29 settembre 2000, con eventi che hanno segnato un’epoca per Reggio, i reggiani e non solo e il mondo delle discoteche italiano.

Lo aveva fondato nel 1977 insieme ai fratelli Gianni e Marcella Bella e, soprattutto, a Ivo Callegari, morto nel novembre del 2019.


Hanno contribuito a scrivere il volume sedici amici del noto imprenditore dello spettacolo e non mancano quindi suggestivi aneddoti e testimonianze di rilievo su un’epoca, quella degli anni Ottanta e Novanta, sempre viva nella memoria collettiva.

Il volume è stato stampato a cura di FotoReggio, del noto manager Giuseppe Bucaria che, per oltre vent’anni ha seguito passo passo tutti gli eventi musicali e soprattutto i servizi fotografici di Tuttoreggio e Forza Reggiana.

Oltre al Marabù, infatti, il nome di Sandro Gasparini è legato anche alla storia dell’editoria reggiana. Insieme a Daniele Piombi, infatti, con l’agenzia Olma pubblicava i mensili Tuttoreggio e Forza Reggiana, oltre a numerosi libri sulla storia reggiana.

Già bancario alla Banca Agricola, Gasparini fu uno dei principali promotori della nascita del Marabù, meta di artisti nazionali e internazionali che nel locale reggiano si sono esibiti in concerti memorabili: da Lucio Dalla a Vasco Rossi, da Grace Jones a Fabrizio De Andrè, fino a Venditti, Baglioni, i Pooh, i Rockets, Benigni e Beppe Grillo.

La discoteca nacque proprio grazie all’impegno di Gasparini, Marcella Bella e Ivo Callegari, una delle principali figure del mondo dello spettacolo reggiano. «È stato Sandro il vero ideatore del Marabù, insieme a Marcella Bella – diceva sempre l’amico e socio Ivo Callegari, morto due anni fa –. Ricordo quando mi hanno chiamato per incontrarmi all’Astoria e mi hanno detto: “Perché non facciamo un locale da ballo?”. Aveva già pensato a tutto: il terreno, le licenze. Il nome Marabù lo suggerì un fratello di Marcella. Il Marabù è un uccello bruttissimo, ma con un nome bellissimo. Sandro era una persona instancabile. Quei tempi non potranno tornare mai più, ma posso conservare tanti bellissimi ricordi».

Domani ci sarà una cerimonia di consegna del libro durante l’apericena che si terrà dalle ore 19 al ristorante Taglierè a Palazzo di corso Garibaldi, in città, di fianco a Palazzo Magnani. A questo appuntamento si è arrivati dopo che a fine settembre Giuseppe Bucaria aveva convocato a Villa d’Este decine e decine di amici di Sandro Gasparini, coinvolgendoli a scrivere un libro che esalta la memoria di questo poliedrico personaggio reggiano.

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