Castelnovo Monti, il Consiglio approva la realizzazione della Casa e dell’Ospedale di comunità

Via libera a un intervento da circa 6 milioni di euro. A partire dal 2026, il nuovo edificio ospiterà svariati servizi sanitari

CASTELNOVO MONTI. «Si tratta di un traguardo rilevante per Castelnovo Monti e l’Appennino: sono in corso investimenti importanti sulla sanità, e non dimentichiamo il Punto nascite del Sant’Anna, di cui parleremo con il presidente Bonaccini».

Sono alcune delle parole pronunciate dal sindaco Enrico Bini nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, in cui è stata approvata all’unanimità l’autorizzazione alla realizzazione della nuova “Casa di comunità” e dell’Osco (Ospedale di comunità), che sorgeranno nei prossimi anni a Castelnovo e miglioreranno le prestazioni fornite sul territorio.


La nuova struttura sorgerà nell’area del Centro fiera, non lontano dalla sede della Croce Verde di Castelnovo Monti e Vetto e dalla nuova residenza sanitaria per anziani in corso di realizzazione.

Il progetto è stato illustrato dall’assessore Daniele Valentini: «Di fatto autorizziamo l’Ausl per questo intervento su un terreno di proprietà comunale, vicino al Centro fiera. L’intervento avrà un valore da circa 6 milioni di euro, con il Comune che concederà un diritto di superficie per 66 anni, al termine del quale l’edificio diventerà di proprietà dell’ente».

Il gruppo “Castelnovo ne’ Cuori” ha chiesto, per voce di Nadia Vassallo, se la nuova struttura andrà in qualche modo a incidere sui servizi erogati dall’ospedale Sant’Anna, visto che nel nuovo Osco sono previsti 20 posti, anche in relazione alla scarsità di medici che affligge la sanità italiana. Valentini ha spiegato che l’approvazione in consiglio comunale trattava, di fatto, solo di un’autorizzazione edilizia.

Su alcuni aspetti dell’Osco è intervenuto il capogruppo di maggioranza e consigliere delegato alla sanità, Carlo Boni: «L’Osco dovrebbe accogliere quell’intensità di cura medio-bassa rivolta a pazienti che non possono essere curati a casa anche per ragioni logistiche, non solo cliniche, ma che non possono neanche essere trattenuti in ospedale. Una struttura intermedia che va ad affiancare l’ospedale, e non dovrà incidere in alcun modo sui suoi servizi. Noi continuiamo a lavorare perché il Sant’Anna sia uno dei tre ospedali di riferimento per il territorio provinciale, assieme a Reggio Emilia e Guastalla».

Nella nuova struttura dovrebbero trovare spazio un punto di accoglienza, ambulatori dei medici di base e dei pediatri di libera scelta, un ambulatorio infermieristico, un ambulatorio polifunzionale per il trattamento di patologie croniche, ma anche per effettuare screening di prevenzione, il servizio di continuità assistenziale, il centro disturbi cognitivi e demenze, l’assistenza sociale integrata per i casi complessi, la neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza, una sala polifunzionale, oltre all’Osco da 20 posti.

Sul personale, Boni ha spiegato: «Certo è un tema che si pone non da oggi, lo abbiamo evidenziato in più sedi, e la Regione sta cercando di mettere in campo azioni per la formazione di specialisti. Ci sono finanziamenti anche nel Pnrr sulla formazione e sulla tecnologia, che implementa ad esempio la telemedicina. Ricordiamo che l’apertura di questa nuova struttura è prevista nel 2026, ci sarà tempo per affrontare questo tema. Credo sia positivo comunque che questa struttura sia stata destinata a Castelnovo perché era richiesta in tutta la provincia».

Il capogruppo Alessandro Davoli ha preannunciato il voto favorevole anche di “Castelnovo Libera”, richiedendo però che in ogni occasione di dialogo con l’Ausl o con la Regione venga chiesto che venga riaperto il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna.

Ha concluso il sindaco Enrico Bini: «Questo progetto rientra nell’ambito di una serie di investimenti rilevanti che stanno andando avanti sulla sanità in montagna: sta partendo il cantiere per rinnovare il Pronto soccorso, il cui progetto è stato adeguato anche in relazione al Covid, con un investimento di altri 5 milioni circa, più 7 milioni di adeguamento sismico dell’ospedale. Anche a Villa Minozzo è prevista una nuova Casa di comunità, e a Carpineti la ristrutturazione dei poliambulatori. Il Covid ha evidenziato l’esigenza di dare una forte attenzione alla medicina del territorio. Per ora approviamo la parte urbanistica, ma ovviamente nel prosieguo di questo iter, che non sarà breve, discuteremo insieme dei temi legati ai servizi e al personale. Per il punto nascite abbiamo chiesto un incontro in Regione rispetto agli impegni presi dal presidente Bonaccini. L’approvazione di questa sera dà un segnale importante, di un territorio che è consapevole di meritare servizi diffusi e di alto livello».

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