Bibbiano: «Quesito referendario scritto malissimo. Ci rimettono i malati»

Cannabis terapeutica, Ternelli sul “no” deciso dalla Consulta «L’ho scritto sui social 5 mesi fa. La bocciatura era sicura»

BIBBIANO. Il farmacista Marco Ternelli, titolare di una delle poche farmacie galeniche d’Italia, è amareggiato per la bocciatura del referendum sulla cannabis. Che cosa sono i farmaci galenici? Sono i medicinali preparati dal farmacista nel laboratorio di una farmacia.

Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis, ammettendo invece i cinque referendum sulla giustizia. Una decisione che ha scatenato la protesta dei farmacisti galenici, oltre che dei promotori del referendum.


«Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis sulla quale, con le parole, c’è stata una parziale analogia con il quesito dell’eutanasia». Così il presidente della Consulta, Giuliano Amato, ha spiegato dopo la camera di consiglio. «Basti dire – ha aggiunto – che il quesito è articolato in 3 sottoquesiti. Il primo, relativo all’articolo 73 comma 1 della legge sulla droga, prevede che scompare tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3, ma la cannabis è alla tabella 2, quelle includono il papavero, la coca, le cosiddette droghe pesanti. Già questo è sufficiente per farci violare obblighi internazionali plurimi che abbiamo e che sono un limite indiscutibile dei referendum. E ci portano a constatare l’inidoneità dello scopo perseguito».

Marco Ternelli si occupa da anni della preparazione dei farmaci galenici (medicinali a tutti gli effetti), preparati “su misura” utilizzando anche la cannabis. Appresa la notizia della bocciatura del referendum, Ternelli ha commentato: «Colgo l’occasione per parlare della disastrosa situazione della cannabis terapeutica in Italia: c’è una carenza che ha causato un accumulo di richieste (inteso come fabbisogno) di oltre un anno per tutto il 2021. Così le forniture dall’Olanda (paese dove la cannabis viene utilizzata regolarmente in varie industrie, non solo quelle farmaceutiche) arrivano discontinue, in piccole quantità, e alcuni fornitori non la ricevono, se non al secondo giro. E non solo: da agosto 2021 non c’è più cannabis canadese in quanto è finita e non si sono fatti bandi di importazione. A dicembre 2021 è stata fatta una gara di assegnazioni diretta “urgente” che ad oggi ancora non ha assegnato un vincitore. E se tutto andrà bene arriveranno poco meno di 100 chili, a fronte di un fabbisogno Onu di tre tonnellate».

«Sempre dallo scorso ottobre – prosegue Ternelli – sono stati annunciati bandi per la coltivazione da parte di privati in aiuto alla produzione italiana. Nulla di concreto, fino ad oggi; le farmacie che trattano cannabis, secondo dati ufficiali ministeriali, sono passate negli ultimi 4 anni da 478 a 373. Comprensibile il motivo. Cinque mesi fa, all’alba dei quesiti del referendum, ho scritto un post sui social su come il quesito fosse scritto malissimo e di come travalicasse la cannabis e potesse sfociare in altre sostanze stupefacenti, e che la bocciatura era sicura».

Così è stato. Con il risultato che i malati non riescono ad avere i medicinali necessari. Anche in Italia sono tanti i pazienti che si curano quotidianamente (tramite prescrizione medica) per far fronte a malattie oncologiche, disturbi cronici associati a sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale, conseguenze derivanti dall’Hiv e altro ancora.

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