Scandiano, lettera alla Regione con oltre 3.100 firme per il pronto soccorso

Il presidio dell’ospedale Magati è chiuso ormai da due anni, i cittadini da mesi sono mobilitati per chiedere la riapertura

SCANDIANO. Oltre tremila firme per chiedere la riapertura del pronto soccorso di Scandiano. Le ha raccolte in questi mesi il gruppo di abitanti scandianesi e non solo mobilitatosi dopo le notizie sui nuovi slittamenti per la riapertura del presidio emergenziale all’interno dell’ospedale Magati.

Il pronto soccorso è chiuso da due anni, dalla riorganizzazione della rete sanitaria all’inizio della pandemia; nel corso del 2021 sono stati effettuati diversi interventi edili per riorganizzare gli spazi e renderli adeguate alle mutate esigenze, la data per il riavvio dell’attività (in un primo momento parziale, con 12 ore diurne) è slittata più volte, i vertici dell’Ausl hanno parlato del periodo fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo come il momento buono. Non manca più molto quindi, anche se le promotrici della raccolta firme sottolineano come ancora non vi sia un giorno preciso già fissato.


Per cercare di sensibilizzare sul tema, estremamente sentito, e sulla necessità di riportare il pronto soccorso all’orario continuato, è stata ora inviata una lettera al presidente della Regione Stefano Bonaccini oltre che all’assessore alla Sanità Donini, alla direttrice dell’Ausl provinciale Marchesi e ai sindaci di Scandiano, Casalgrande, Viano e Rubiera. Le 3.103 firme sono state messe insieme unendo alla raccolta online iniziale – una petizione sul portale www.change.org – altre sottoscrizioni “fisiche”, a cui ha contribuito anche l’ex sindaco di Viano Giorgio Bedeschi. Firmata «3.103 cittadini che da sempre hanno afferito, e vorrebbero continuare ad afferire, all’eccellente ospedale Cesare Magati di Scandiano», parte con il disappunto per «riguardo alcune scelte politiche che stanno trasformando il nostro ospedale in un “ospedale di comunità” con un Pronto Soccorso funzionante solo 12 ore al giorno e probabilmente chiuso durante le festività». Un problema per un «bacino di utenza di circa 80.000 persone» e, secondo i sottoscrittori, «è evidente che chiudere una struttura utile e “positiva” come il Pronto Soccorso e in generale l’ospedale Magati è una scelta non solo molto impopolare ma anche a nostro parere sbagliata. La drammatica emergenza sanitaria della pandemia di Covid19 ha dimostrato ancora una volta l’importanza strategica e per il territorio di avere una struttura sanitaria e un ospedale di “vicinato” come il Magati, a portata e al servizio delle persone». Ma come intervenire? «Poiché i punti deboli nella gestione delle risorse sono molti e molti gli sprechi e le inefficienze, confidiamo in lei nel prendere una importante iniziativa di ristrutturazione e ripensamento della sanità a partire dalla “sanità buona” e, preservare l’ospedale Magati in quanto ottimo rappresentante del sistema sanitario dell’Emilia Romagna, ci sembra imprescindibile. Il nostro sistema sanitario è uno dei migliori al mondo; affrettare centralizzazioni e chiusure dei piccoli centri è una decisione sbagliata».


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