Eseguiva tamponi spacciandosi per farmacista: due denunce a Luzzara

Nei guai il titolare della farmacia e un suo dipendente che «eseguiva tamponi antigenici rapidi dichiarandosi farmacista». Nel corso del controllo sono state accertate ulteriori violazioni riguardo l'esecuzione dei tamponi

LUZZARA.  I Nas di Parma hanno denunciato il titolare di una farmacia di Luzzara e un suo dipendente, in quanto quest'ultimo «eseguiva tamponi antigenici rapidi dichiarandosi farmacista». Nel corso del controllo sono state accertate «ulteriori violazioni riguardo l'esecuzione dei tamponi, effettuati in un luogo non idoneo e senza indossare i dispositivi di protezione individuale, nonché la vendita di medicinali soggetti a prescrizione medica senza la presentazione della ricetta».

Anche i carabinieri del Nas di Parma, inoltre, hanno scovato delle irregolarità durante la campagna di controlli nazionale che, negli ultimi trenta giorni, ha portato i militari a svolgere verifiche in 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità in 170 di questi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni.

In tutta Italia, si legge in una nota, «è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell'attività, sono stati sequestrati 677 kit per tamponi rapidi non idonei e individuati 18 operatori che lavoravano senza green pass e sono state accertate anche altre violazioni, con il sequestro di 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine irregolari».

Intanto la farmacia privata “Santo Stefano” di Poviglio, anch’essa fatta oggetto di un’approfondita ispezione da parte del Nucleo antisofisticazione di Parma, «non ha mai sospeso l’attività». La titolare della farmacia Patrizia Bertozzi e le sue figlie Caterina e Linda Aschieri, precisano infatti che al primo controllo avvenuto sabato 22 gennaio scorso, ne è seguito un altro in cui è stato possibile verificare la regolarità di titoli e certificati verdi. 
 
«Siamo tutte e tre vaccinate, io con terza dose – dice la titolare –. Il problema è nato da una nostra mancata comunicazione all’Ordine dei farmacisti che ci aveva richiesto la documentazione tramite una Pec che purtroppo non abbiamo letto. Subito dopo il controllo dei Nas abbiamo inoltrato la documentazione e il lunedì successivo la sospensione dall’Ordine era già stata revocata. In un caso uno dei documenti non era stato correttamente aggiornato con l’avvenuta guarigione di mia figlia. In quanto ai vaccini nella nostra farmacia vengono effettuati non da noi ma da un medico e un’infermiera. Ci rammarica pensare che qualcuno abbia potuto attribuirci tali irregolarità dopo mesi durissimi, in cui ci siamo sacrificate per dare un servizio essenziale alle persone. Per questo siamo molto provate».
 
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