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Due grandi scosse e poi altre sei. Lo sciame sismico scuote la Bassa

Registrati otto terremoti in nove ore fra Bagnolo e Correggio. Controlli nelle scuole di tutta la provincia ma nessun danno

REGGIO EMILIA. Otto scosse di terremoto registrate fra le 19.55 di mercoledì e le 4.48 di ieri mattina. Nove ore in cui la terra, fra Bagnolo e Correggio, ha tremato a intermittenza fino alle 23.30, per poi fermarsi e riprendere brevemente poco prima dell’alba.

Una notte, per migliaia di reggiani, trascorsa fra timori, ansie e traumi che riemergono. Perché, soprattutto in una terra che negli anni è stata così fortemente colpita da questa calamità, il terremoto in fondo è questo: un terrore che rimane sepolto nell’animo ma è pronto a riemergere, prepotente, a ogni scossa, piccola o grande che sia.

si attivano i soccorsi

Dopo le prime due scosse, in tutta la provincia si è immediatamente mobilitata la macchina organizzativa dei soccorsi.

Istituzioni, Protezione civile, vigili del fuoco, volontariato hanno messo in moto un’organizzazione ben rodata e collaudata. I sindaci reggiani si mettono in contatto fra loro, soprattutto quelli più vicini all’epicentro, mentre la Prefettura si adopera cominciando a coordinare le forze dell’ordine. Nel frattempo nel capoluogo viene attivato il Centro operativo comunale, con Protezione civile, tecnici, esperti, politici, forze di polizia e volontari.
Alle emergenze di questo tipo, infatti, secondo le norme nazionali in vigore e le prassi operative, fa fronte in primo luogo il Comune che attraverso il sindaco può chiedere l’intervento del prefetto e del presidente della Provincia – effettivamente coinvolto anche mercoledì – e della Regione.

A rendere l’idea dell’allarme generato dalle due scosse, avvertite distintamente quasi in tutta l’Emilia-Romagna, viene attivato immediatamente anche il Centro operativo regionale (Cor) della Protezione civile a Bologna, oltre a quello di Modena.

Ed è qui che si reca anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, «per un più efficace contatto con i sindaci e gli amministratori locali – spiegherà poi quella stessa notte Bonaccini – mentre gli assessori Priolo e Mammi sono presso i centri operativi di Bologna e Reggio Emilia. Il sistema regionale è allertato, vicino alle comunità locali. E in stretto contatto con Fabrizio Curcio alla Protezione civile nazionale, e, per il Governo, la ministra Luciana Lamorgese, in stretto contatto con noi già dai primi minuti successivi alla prima scossa».
danni e scuole

Accertata l’assenza di morti e feriti, e nell’impossibilità di prevedere una terza eventuale forte scossa, gli sforzi di tutti vengono indirizzati sulla verifica di eventuali danni agli edifici pubblici, soprattutto le scuole: la priorità è capire se, di lì a poche ore, alunni e ragazzi possono tornare fra i banchi in sicurezza.
Le ispezioni di tecnici comunali, vigili del fuoco e carabinieri vanno avanti tutta la notte per proseguire fino alle prime luci del mattino seguente. Alla fine, fortunatamente, sia nei Comuni epicentro dei terremoti che nel resto della provincia non emergono situazioni preoccupanti.
Gli studenti rientrano in classe normalmente tranne che a Rio Saliceto, dove l’ingresso viene ritardato alle 10 per consentire ai tecnici di completare le ultime verifiche necessarie.
le otto scosse

Tutto, al mattino, torna alla normalità, pur con un sottofondo di apprensione che rimarrà in molti reggiani per qualche giorno. I due terremoti più forti e lo sciame sismico successivo, infatti, sono stati tutt’altro che leggeri.
La prima scossa è stata registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 19.55 di mercoledì, con ipocentro a sette chilometri di profondità fra Fosdondo e San Michele ed epicentro nei campi tra via Rabbioso e via Forca.

Una forza di magnitudo 4.0 «nettamente sussultoria», racconterà chi l’ha percepita fra Bagnolo e Correggio. Il secondo sisma, ancora più forte, parte un’ora e cinque minuti dopo, esattamente alle 21: magnitudo 4.3 ed epicentro a sud di Canolo, esattamente sopra un’abitazione – che deve aver tremato parecchio – all’incrocio fra via Bonacina e via Fornacelle.

A questi due episodi più violenti ne seguono poi altri quattro fra le 21.06 e le 23.26 di mercoledì, con magnitudo che oscilla fra 2.2 e 2.7. Scarsamente avvertiti dalla popolazione, hanno come epicentro San Tomaso e Santa Maria della Fossa, Canolo e Bagnolo, a due chilometri a est del paese, in mezzo ai campi. Le ultime due scosse si verificano infine poco prima dell’alba, alle 4.02 e alle 4.48: magnitudo 2.4 e 2.0 ed epicentro a pochi metri dal centro di San Prospero e nei campi a ovest di Correggio.

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