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Berselli: «Po in secca, non c’è neve e serve l’acqua per l’agricoltura»

A Boretto la portata è la metà della media di febbraio. Martedì riunione dell’Osservatorio sulla crisi idrica

BORETTO. Non è ancora emergenza, ma allerta siccità sicuramente sì. «Il fiume Po ha una portata del 25% inferiore alla media del periodo. La cosa che ci preoccupa di più, in prospettiva, è che sull’Appennino e soprattutto sulle Alpi c’è il 50% in meno di neve rispetto al solito. Questo significa che nei prossimi mesi ci sarà ancora meno acqua». Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po fa il punto sulle criticità che stanno emergendo in queste settimane e che martedì saranno al centro della riunione dell’Osservatorio sulla crisi idrica, al quale parteciperanno, oltre all’Autorità di bacino, anche Aipo, Anbi (che unisce i consorzi di bonifica italiani), le varie Arpa regionali oltre agli assessori regionali di Ambiente e Agricoltura del distretto del fiume Po, e le multiutility impegnate nella produzione di energia idroelettrica.

La carenza d’acqua dovuta agli inverni sempre più secchi va di pari passo con un aumento dei bisogni idrici. Piove e fa più caldo, anche di quattro gradi in più della media. «Le temperature sempre più alte fanno sì che l’agricoltura inizi a prelevare l’acqua sempre prima», spiega Berselli. I prelievi inizieranno a metà marzo e in assenza di precipitazioni l’allerta potrebbe diventare emergenza.


Negli ultimi due decenni sono già state cinque le annate di siccità che hanno colpito il Po: il 2003, 2006, 2007, 2012 e 2017. Per certe aree anche il 2021 è stato un anno di siccità. A questo fenomeno si associa talvolta quello delle piogge torrenziali, durante le quali cadono ingenti quantità d’acqua in poco tempo.

In base agli ultimi dati idrometrici effettuati martedì a Boretto, la portata del fiume è di 472,6 metri cubi al secondo, meno della metà della media storica di febbraio (1,016). L’anno scorso, nello stesso giorno, la portata era di 1.338,85.

Domenica sera il tema sarà al centro di un approfondimento di Tv Sette, storica rubrica settimanale del Tg1. Per l’occasione gli inviati Rai hanno intervistato Berselli a Boretto (come si vede nella foto sopra).

Particolarmente difficile è la situazione dei laghi lombardi: in quello Maggiore il livello dell’acqua è sotto lo zero idrometrico. La carenza di acqua sta inoltre mettendo in crisi la produzione di energia idroelettrica, «energia pulita che deve essere sostituita con energia più inquinante, che dunque contribuisce ad aggravare il fenomeno del cambiamento climatico».

Nella riunione di martedì dovranno essere prese decisioni per alleviare il problema nel breve periodo. «Chiederemo a chi gestisce gli sbarramenti per l’idroelettrico di trattenere l’acqua e poi rilasciarla per gli usi agricoli e potabili», spiega Berselli.

Il problema del cambiamento climatico necessità di essere affrontato con interventi strutturali, perché la siccità non è più un’emergenza ma una nuova normalità.

«Dobbiamo realizzare invasi e laghi, riutilizzare l’acqua di depurazione ed eliminare le perdite nelle reti. L’agricoltura deve invece puntare su colture meno idro-esigenti. Il grande progetto di rinaturazione del fiume Po, previsto nell’ambito del Pnrr, va in parte in questa direzione perché consentirà di ampliare le golene e riportare l’acqua in alcune lanche del fiume. Il Po è diventato un torrente con una portata d’acqua intermittente, con periodi di piena e più lunghi di secca». Un cambiamento che ha enormi conseguenze in termini ambientali ed economici.

Per il bacino dell’Enza storicamente, ma anche di recente, si parla della necessità di realizzare un invaso nella zona di Vetto.

«Il deficit idrico di questo bacino è di 27 milioni di metri cubi d’acqua - dice Berselli - pertanto l’invaso dovrà avere quella portata. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al ministero 3,5 milioni di euro per realizzare il progetto preliminare».

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