Al via il cantiere di riqualificazione del giardino della Reggia di Rivalta

Reggio Emilia, i lavori inizieranno in settimana con la chiusura dell’area verde di 26 ettari protagonista del progetto. Conclusione prevista per l’estate del prossimo anno per un costo di 6,8 milioni finanziati dallo Stato

REGGIO EMILIA. Il progetto Ducato Estense si focalizza ormai sull’oasi di delizie aristocratiche che nel Settecento splendeva a Rivalta, suscitando l’ossequio e l’ammirazione dei cortigiani e il risentimento dei cittadini a cui erano stati sottratti terreni coltivati per farvi spazio.

E se non vedremo risorgere il corpo centrale della Reggia saccheggiato e distrutto dopo l’arrivo di Napoleone, rinascerà però in una nuova forma il vasto giardino accanto alla superstite ala Sud del Palazzo, il cui restauro dovrebbe essere terminato nella prossima estate. L’intervento sta per avere inizio. Nel corso della settimana sarà installato il cantiere e verrà delimitata l’area verde di 26 ettari su cui esso insiste, occupando gran parte della superficie complessiva. Per motivi di sicurezza rimarrà chiusa al pubblico fino alla conclusione dei lavori prevista nel 2023, sperabilmente entro l’estate.


Si potrà accedere solamente alla Corte Ducale, cioè allo spazio antistante il Palazzo, al quale si arriva dall’ingresso principale su via dei Combattenti. Saranno sbarrati gli accessi dalla Passeggiata del Crostolo e da via Nizzoli. Per il progetto sono stanziati dal ministero della Cultura 6,8 milioni che s’aggiungono ai due destinati al recupero di ciò che resta dell’antica residenza estense. È prevista la rinascita di quell’angolo di paradiso terrestre in una versione ammodernata ma rispettosa dei suoi connotati fondamentali e della ripartizione fra lo spazio estivo e quello invernale.

Saranno conservati e valorizzati i 240 alberi esistenti, tra cui i filari di gelsi utilizzati un tempo per la bachicoltura, e verranno piantati 695 pioppi neri, aceri campestri ed olmi. In totale saranno più di novecento le essenze arboree tipiche del nostro tradizionale paesaggio agrario. L’antica presenza di fontane monumentali sarà evocata con la realizzazione di quattro vasche zampillanti. Gli spazi aperti potranno essere utilizzati per attività ludiche e culturali.

Il giardino settecentesco era ornato da statue ed elementi architettonici e decorativi. Ciò che ne rimane, il belvedere, il giardino segreto, il muro di cinta, le vasche, le grotte e la scalinata, verrà sottoposto ad un restauro scientifico e interpretativo. Sarà così creato un attraente parco pubblico capace di richiamare la raffinatezza d’un tempo.

Tutti vi potranno accedere grazie al superamento delle barriere architettoniche e alla realizzazione di percorsi dotati di illuminazione, sedute, panchine, arredi e servizi. Il cantiere prenderà avvio con la pulizia e il consolidamento del muro perimetrale di confine. Successivamente verranno realizzate le principali dotazioni impiantistiche insieme ai vialetti. La piantumazione di alberi e arbusti è prevista nel prossimo autunno nel rispetto della stagionalità vegetativa.

Una peculiarità sottolineata dai progettisti è la riscoperta del giardino segreto, che si trovava a Sud del Palazzo ducale e che verrà ripristinato nel suo impianto storico illustrato da un antico disegno di Alfonso Tacoli. Lo spazio verrà suddiviso in nove porzioni rettangolari, ciascuna circondata da un filare di alberi da frutto lungo il perimetro (peri, ciliegi, pruni, peschi), e coltivate con specie orticole all’interno. I principali spazi sono tre.

Il parterre o giardino estivo è ispirato alla rappresentazione tramandata da Alfonso Tacoli nel 1751, con una semplificazione del progetto originale. Il giardino d’inverno è caratterizzato da fioriture invernali e bacche dai colori vivaci. Il parco centrale è definito da varie fioriture di campo. Ha un aspetto rurale che testimonia i secoli in cui il parco era un semplice paesaggio produttivo.

Il progetto del parco e del giardino segreto è stato scelto in seguito ad un concorso internazionale vinto dall’Associazione temporanea d’impresa formata da Openfabric, Alessandro Parodi, Fabrizio Polimone e F&M Ingegneria. La progettazione architettonica e paesaggistica è firmata dagli architetti Francesco Garofalo, Alessandro Parodi e Fabrizio Polimone. La direzione dei lavori è affidata all’architetto Giampaolo Lenarduzzi, la direzione artistica all’architetto Francesco Garofalo.

Giuseppe Baldi è il direttore operativo agronomo. All’ingegnere Alessandro Bonaventura spetta il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione. La ditta esecutrice è Manelli Impresa srl, con sede legale a Monopoli, in provincia di Bari. Intanto proseguono i lavori del primo lotto del Palazzo di Rivalta. Sono previsti il restauro, il consolidamento e la rifunzionalizzazione dell’edifico per usi pubblici. Le strutture portanti saranno messe in sicurezza e consolidate.

Le facciate riacquisteranno l’aspetto originario. Il corpo Est del piano nobile, esteso per circa 900 metri quadrati, verrà sottoposto a restauro e riqualificazione funzionale per poterlo adibire ad usi pubblici. La predisposizione degli impianti e il miglioramento dell’accessibilità completerà l’intervento.

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