Villa Minozzo, i cittadini scrivono al commissario: «Furti agli impianti danni e degrado»

Una cinquantina tra residenti e proprietari di case a Febbio «Il gestore osservi il contratto o si vada alla risoluzione»

VILLA MINOZZO. Una lettera sottoscritta da una cinquantina tra residenti, proprietari di case e membri dell’Asbuc e indirizzata al commissario degli Usi civici di Febbio, Dante Rabacchi, e al presidente dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino reggiano, il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi. Dentro, la denuncia dell’attuale situazione degli impianti di Febbio, fermi – lo ricordiamo – ormai per la seconda stagione consecutiva e finiti al centro di una vera e propria battaglia che si consumerà davanti al Tar di Parma: da una parte il Comune di Villa Minozzo, dall’altra gli Usi civici di Rino Marchiò, presidente desautorato dal commissariamento, e rappresentati dall’avvocato Italo Rovali.

Il 18 dicembre il legale ha depositato un ricorso al Capo dello Stato contro il commissariamento. Il 13 gennaio l’Unione ha chiesto la traslazione del ricorso di fronte al tribunale amministrativo. E sarà quest’ultimo a pronunciarsi.


Intanto, però, proprio da Febbio parte la missiva che è una vera e propria denuncia sullo stato dei beni di proprietà dell’Asbuc «sottratti e non più in loco» e che parla di «rifiuti speciali non smaltiti».

I residenti parlano di due bancali di carta catramata, gomme da rulliere, sostituite nella fase di revisione speciale della seggiovia. «Materiale – si legge nella missiva – a oggi non smaltito classificato come rifiuti speciale». E ancora: «Sullo stesso rifugio Morteo è stato rilevato un notevole danno dell’immobile, è stato prelevato e non è più presente sulle piste il gatto “Leinter”, sono stati asportati i compressori della stazione di pompaggio al lago Precavo e le aste giraffe sparaneve piazzate lungo la pista Rescadore e i tornelli di imbarco alle seggiovie; abbandonato a se stesso il tapis rulant del campo scuola, alla partenza degli impianti, poi giace il gatto delle nevi “Pisten bully”, rotto e reso inutilizzabile, con un danno stimato per la riparazione di 16mila euro». Quindi, i firmatari chiedono «come intende procedere il commissario relativamente all’immobile di fianco alla seggiovia triposto dove era stata avviata dalla precedente amministrazione Asbuc, poi commissariata, la procedura di restauro beneficiando del bonus 100 per cento».

Ciò che chiedono i firmatari della lettera è che la Contessa, società a cui Asbuc ha affidato a suo tempo la gestione degli impianti, di rispettare il contratto di affitto che prevede di garantire il funzionamento degli impianti. E che l’inosservanza – l’impianto non ha riaperto – sia motivo di risoluzione del contratto. E non solo: «Chiediamo l’immediato intervento del presidente commissario designato, il signor Dante Rabacchi, al fine di tutelare i beni sopra citati di proprietà collettiva e che faccia rispettare al signor Santi Lorenzo (della Contessa, ndr) la corretta osservanza del contratto di cessione di azienda».

Per ora però non sono arrivate risposte ufficiali. «L’abbiamo consegnata a dicembre, ma ancora nessuna risposta ufficiale è arrivata e nemmeno un sopralluogo c’è stato – fa notare l’avvocato Rovali – Ma soprattutto non c’è stata alcuna intimazione ai gestori di aprire gli impianti».

Una situazione cristallizzata ormai da troppo tempo, e che ogni volta che nevica vede i cittadini che amano Febbio chiedersi perché.


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