Gattatico, a 82 anni don Eugenio Morlini torna in Brasile come missionario

Vanta una lunga esperienza nel Paese sudamericano. Quest’anno festeggia i 55 anni di sacerdozio

GATTATICO. Aveva dichiarato più volte: «Per me contano il Vangelo e la Costituzione». Ed è proprio il Vangelo che, ancora una volta, nonostante i duri tempi della pandemia, don Eugenio Morlini ha riportato da Gattatico in Brasile.

Don Morlini è un uomo di buona volontà – un prete di frontiera già missionario – che nonostante i suoi 82 anni torna ad aiutare i bisognosi e i poveri nel Paese dell’America del Sud. Quest’anno festeggia i suoi 55 anni di sacerdozio. È attualmente collaboratore pastorale nelle chiese di Gattatico, Nocetolo, Praticello, Olmo, Taneto, Caprara, Campegine e dell’Unità pastorale 35 Gioia del Vangelo.


È nato nel 1940 a Roncadella in una famiglia contadina. Suo nonno morì giovane lasciando 12 figli, così la metà dei fratelli e sorelle hanno vissuto insieme, dove la parola d’ordine era collaborazione. A Morlini la vocazione è arrivata quando era molto giovane, all’età di 17 anni, e ha intrapreso gli studi religiosi. Don Morlini ha vissuto per 15 anni, dal 1975 al 1990, nel Nord-Est del Brasile, la zona più arida e più povera; perfino più povera delle favelas. È entrato subito in sintonia con il Paese e con la chiesa latinoamericana. È tornato poi più volte in Brasile.

Don Morlini è un parroco missionario che, nonostante i suoi 82 anni, non teme neanche il Coronavirus. Dalle sue telefonate arrivano belle notizie, anche in merito al suo recente viaggio; la prima settimana don Eugenio ha scelto di passarla assieme alla comunità dell’Amazzonia, nella parte più povera e più bisognosa del Paese, portando anche in questi luoghi lontani e dimenticati da tutti la parola di Dio.

All’oratorio di Gattatico non dimenticano il suo lungo cammino in Sudamerica, terra non facile. «Alle spalle Morlini ha una lunga esperienza di missione in Brasile – spiegano –. In quel Paese sfidò la dittatura e la repressione, subendo minacce di morte e l’uccisione di un collaboratore. Ha portato avanti l’impegno per la pace e la giustizia sociale come obiettivo più ambizioso, tra cui il ritrovamento delle sepolture dei desaparecidos».

La comunità indigene dell’Amazzonia, con l’arrivo del Coronavirus, sta vivendo un grande pericolo: diversi i funzionari e attivisti brasiliani che hanno lanciato l’allarme di un’incombente emergenza di salute pubblica, specialmente per le popolazioni indigene altamente vulnerabili in Amazzonia.

Intanto, nel bollettino di viaggio che don Eugenio trasmette giornalmente al suo oratorio di Gattatico si legge che il missionario ha fatto tappa a San Paolo, dove era atteso da don Luigi e dai volontari della Caritas. Ha incontrato padre Gianchi, missionario da 50 anni. Dopodiché è partito per Manaus, proseguito i suoi incontri con don Adolfo e don Carlotti. I paesi di Gattatico e Campegine seguono con attenzione il viaggio del loro amatissimo parroco, la cui grande forza missionaria, ancora una volta, lo ha portato in mezzo ai poveri.